AffiliatePRO® https://www.affiliatepro.it Tutta la verità sull'Affiliate Marketing Wed, 22 Jul 2020 07:21:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 TikTok Ads: perché fare pubblicità su TikTok https://www.affiliatepro.it/tiktok-advertising/3233 https://www.affiliatepro.it/tiktok-advertising/3233#respond Wed, 22 Jul 2020 07:21:32 +0000 https://www.affiliatepro.it/?p=3233 TikTok Ads è ormai realtà: sempre più advertiser sono interessati ad investire in questa piattaforma. Tiktok è un’applicazione dedicata alla condivisione di video brevi. Se ultimamente non hai vissuto isolato dentro una caverna relegata ai confini della terra, ne avrai

L'articolo TikTok Ads: perché fare pubblicità su TikTok proviene da AffiliatePRO®.

]]>
TikTok Ads è ormai realtà: sempre più advertiser sono interessati ad investire in questa piattaforma. Tiktok è un’applicazione dedicata alla condivisione di video brevi. Se ultimamente non hai vissuto isolato dentro una caverna relegata ai confini della terra, ne avrai sicuramente sentito parlare! 

Si tratta della piattaforma del momento, molto amata soprattutto dalla generazione Z e dai teenagers, ma non solo. Si parla di un’ applicazione che, dal suo lancio, avvenuto nel 2017, è cresciuta a dismisura, lasciando indietro competitor ben più longevi, come Snapchat. 

Non c’è da stupirsi, quindi, che sempre più aziende del calibro di Netflix, Guess e HP, decidano di investire in questa piattaforma, dove la competizione per gli annunci pubblicitari è decisamente inferiore confrontata con opzioni ormai mainstream come Facebook Ads o Google Ads. Certo, non mancano le critiche degli scettici che puntano il dito contro TikTok sostenendo che sia utilizzato da persone aventi scarso potere di acquisto, ma siamo sicuri che si tratti di un motivo valido per snobbare la piattaforma?

Dati alla mano, grazie a questa guida pratica, scoprirai passo passo cos’è TikTok, come funziona e, soprattutto, come investire nella pubblicità in maniera strategica

Il mio consiglio? Leggi la guida e non lasciarti sfuggire l’occasione di sfruttare TikTok a tuo vantaggio

TikTok_influencer_l'immagine mostra la nota influencer Chiara Ferragni
Gli influencer su TikTok: video dal profilo ufficiale di @chiaraferragni

Cos’è TikTok?

Come ti ho già anticipato, TikTok è una piattaforma dedicata alla condivisione di brevi video, nata nel 2017 grazie allo sviluppatore cinese ByteDance.

Sempre durante lo stesso anno, si stava assistendo ad una crescente popolarità dell’app Musical.ly e così, fiutando l’occasione, ByteDance decise di acquistarla e fondere insieme le due app, sotto l’unico nome di TikTok. Da questo momento in poi si è assistito ad una rapida crescita della piattaforma, soprattutto grazie all’entusiasmo dimostrato dai giovanissimi

Chi utilizza TikTok?

Naturalmente, con la fusione di Musical.ly e Tik Tok, anche i rispettivi utenti si sono integrati, dando vita ad una piattaforma amatissima dai teenager e dalla generazione Z, ma attenzione, se questi erano gli inizi, ora il target che popola TikTok si sta ampliando sempre di più.

Secondo i dati raccolti da Learnbonds e riportati in seguito da Fortune, TikTok avrebbe superato, a gennaio 2020, i 40 milioni di utenti attivi giornalieri. La maggior parte di essi ha tra i 18 e i 24 anni, mentre, secondo quanto riportato da Marketing Charts, circa un quarto delle persone avrebbe tra i 25 e i 34 anni

TikTok_la piattaforma del momento_ la foto mostra una teenager

Come funziona la piattaforma 

Una volta scaricata l’applicazione e completata la procedura di iscrizione, ciascun utente può iniziare a condividere video. Ogni video dura 15 secondi, altrimenti è possibile caricare più clip video insieme fino ad arrivare alla durata complessiva di 60 secondi. Esiste un’eccezione per gli utenti seguiti da più di 1000 follower i quali possono condividere video di durata maggiore

Se per pubblicare video è necessario iscriversi, per fruire dei video condivisi sarà sufficiente scaricare l’app. A questo punto troverai tre sezioni all’interno di TikTok

  • “Seguiti”, in cui vengono mostrati i video appartenenti alla community che segui.
  • “Per te”, dove, invece, sono presenti i video scelti in base ai tuoi interessi.
  • “Scopri”, qui troverai le video-challenge in tendenza, ovvero vere e proprie sfide a cui partecipano i tiktokers

Oltre alle video-challenge, altri contenuti popolari sono i lip-sync, video in cui gli utenti mimano le parole di una canzone oppure la scena di un film e i video-dance dove, invece, vengono eseguite delle coreografie più o meno complesse. È presente una fetta ridotta di utenti che condivide contenuti radicalmente diversi rispetto ai trend momentanei. Sono quelli che postano video educativi riguardo un argomento di nicchia: dalla psicologia alla medicina, dalla crescita personale ai tutorial di musica. Sembrerebbe che la piattaforma incoraggi questa tipologia di contenuto educativo

TikTok_come funziona_ la foto mostra un meme di un gruppo che balla

Pubblicità su TikTok: da dove iniziare

Da Febbraio 2019 è possibile fare pubblicità su TikTok, essendo un social relativamente giovane è facile intuire che la competitività qui sia ridotta rispetto alle pluri-sature piattaforme pubblicitarie come Facebook Ads. Tuttavia, per valutare correttamente se è il caso di investire nell’app dedicata ai video brevi è determinante prendere in considerazione il tuo target di riferimento

Occorre porti tre domande:

  • A chi ti rivolgi?
  • Chi vuoi raggiungere? 
  • Potresti intercettare il tuo audience su TikTok?

Ricorda, la maggior parte degli utenti non ha neanche compiuto trent’anni, quindi, se il tuo prodotto o servizio si rivolge a teenager e giovanissimi, allora potresti approfittarne e iniziare a utilizzare TikTok per promuoverli adeguatamente. Certo, se il tuo target di rifermento ha un’età che parte dai trentacinque anni in su, la piattaforma ad oggi non rappresenterebbe l’opzione migliore nella quale investire le tue risorse. Non è detto che la situazione rimanga così, magari anche TikTok subirà ulteriori evoluzioni, ma per ora i dati sono abbastanza chiari

A questo punto, se hai verificato la presenza del target che intendi raggiungere all’interno di TikTok, non ti resta che procedere per creare il tuo primo annuncio pubblicitario

TikTok_Ads_screenshot della schermata di TikTok Ads

Come creare un annuncio pubblicitario

Innanzitutto, devi sapere che la piattaforma pubblicitaria per fare advertising su TikTok è separata dal tuo profilo, quindi, sarà necessario creare un account pubblicitario apposito. Per farlo, segui questi semplici passaggi:

  • Vai sulla home page di TikTok Ads;
  • Clicca su “Create an Ad”;
  • Procedi e immetti le informazioni richieste per completare la configurazione dell’account;
  • Terminato il procedimento, potrai creare la tua prima campagna, settando le impostazioni dalla dashboard

Come impostare una campagna su TikTok

Dalla dashboard, a cui potrai accedere una volta completata la configurazione, imposterai la tua campagna. Per farlo:

  • Clicca sulla “Scheda campagna” che troverai in alto nella pagina;
  • Pigia su “Crea”;
  • Decidi l’obiettivo tra: traffico, conversioni o installazione dell’ app;
  • Scegli il nome per identificare la tua campagna;
  • Imposta il budget stabilito, avrai a disposizione l’opzione “Budget totale” oppure “Budget giornaliero”

Per migliorare le performance della tua campagna, ricorda di definire in maniera accurata: 

  • Target: seleziona età, sesso, lingua, area geografica, interessi, dispositivi etc., relativi al pubblico di riferimento;
  • Posizione, ovvero dove compariranno gli annunci.
  • Pianificazione dell’annuncio: il passaggio in cui impostare l’importo esatto da pagare insieme alla data e all’orario di pubblicazione;
  • Obiettivo della campagna: cioè la definizione degli obiettivi che vuoi raggiungere tramite l’annuncio. Puoi decidere tra “Conversion”, “Clic” o “Impressions”. Inoltre, sempre all’interno di questa sezione, potrai scegliere se monitorare le conversioni attraverso tool specifici come il pixel
  • Personalizzazione dell’annuncio: come preferisci che questo venga mostrato al tuo pubblico di riferimento? La scelta comprende video, immagini verticali, orizzontali oppure quadrate

TikTok fornisce ai propri utenti un ulteriore strumento, il “Kit di creazione video” tramite cui è possibile dare voce alla propria creatività

TikTok Ads_Come impostare una campagna_ screenshot della piattaforma pubblicitaria di TikTok

Quale tipologia di annuncio scegliere?

Gli annunci, all’interno di TikTok, si suddividono in tre categorie

  • Acquisizione o Brand Takeover: si tratta degli annunci che compaiono quando l’utente avvia l’app di TikTok. Attraverso gli annunci è possibile rimandare a collegamenti esterni, come un sito web, oppure interni, ad esempio verso ulteriori video. 
  • Video nativi o In-Feed video: sono gli annunci che vengono mostrati in coda al video che l’utente sta guardando. Grazie a questa tipologia di annuncio si possono reindirizzare i tiktokers verso siti web, landing page oppure app
  • #HashtagChallenge o sfide: la modalità di annuncio attraverso cui i brand invitano i tiktokers a partecipare alle sfide, ricreando e condividendo video ispirati ai concept lanciati dal brand stesso, inserendo all’interno del contenuto l’hashtag specifico. Inutile dire che questa modalità è tra le preferite dagli utenti che così danno libero sfogo alla propria creatività
Ad_TikTok_ Screenshot AD pubblicità su TikTok
Esempio di AD su TikTok dal profilo @Smart Smile Veneers

Costi e accorgimenti strategici 

Tra le critiche mosse all’advertising impostato su TikTok, spicca quella relativa ai costi alti, da contestualizzare, però, al momento del lancio della piattaforma pubblicitaria. Allora TikTok aveva un numero di utenti inferiore rispetto a quello attuale. Oggi i CPM (Cost Per Mille) possono scendere anche al di sotto 1 € e, addirittura per alcuni settori, sono inferiori allo 0,50 €. I dati chiaramente variano a seconda di ciò che si sponsorizza. I risultati, comunque, nel complesso sono incoraggianti in termini di ROAS (Return On Advertising Spend)

TikTok ADS_screenshot della piattaforma pubblicitaria

Investire su TikTok: fuffa o opportunità?

Sicuramente, come sottolinea Giuseppe Guerra, COO (Chief Operating Officer) e team leader di Simple Media, la piattaforma di TikTok è diversa da tutte le altre, ma se questo sia un ostacolo o un’opportunità, dipende dal mindset che si adotta. Infatti, investire in nuove fonti di traffico, specialmente quelle in cui la concorrenza è ancora ridotta, è sempre vantaggioso. Questo permette di studiare il diverso comportamento degli utenti a seconda del contesto scelto e le loro reazioni ad annunci differenti. Tutto ciò serve anche ad approfondire ulteriormente le informazioni riguardanti il target di riferimento e i tool attraverso cui procedere. 

TikTok rappresenta una bella sfida per ogni affiliato: il tempo per catturare l’attenzione dell’utente è minimo, si ha a disposizione poco testo e il resto è interamente contenuto di tipo visuale. Ciò richiede spirito di osservazione, creatività e inventiva per riuscire ad inserirsi e a dominare il trend, senza sembrare fuori luogo oppure passare totalmente inosservati. 

TikTok_perché_investire_nella_piattaforma_l'immagine mostra un meme

È fondamentale pensare principalmente all’utente e a strutturare annunci che non somiglino neanche lontanamente alla pubblicità aggressiva o comunque “tradizionale”, ma siano il più possibile integrati con i contenuti tipici della piattaforma. Un annuncio pubblicitario riconosciuto come tale rischierebbe di essere immediato skippato

Come ripeto spesso, non basta conoscere la piattaforma e gli strumenti messi a disposizione per creare ads, se non si tiene conto soprattutto della customer journey e del social selling, pilastri che rappresentano oggi la direzione verso la quale il marketing sta evolvendo. Sulla base di queste considerazioni sono certo che capirai perché TikTok può rappresentare un ottimo banco di prova per testare le skill di chi oggi lavora nel settore dell’advertising

Ora passo a te la parola: cosa pensi di TikTok? Hai già investito sulla piattaforma del momento o ti piacerebbe  farlo? Scrivimi qui sotto i dubbi al riguardo, potremmo arrivare a condividere strategie efficaci per gli annunci pubblicitari

L'articolo TikTok Ads: perché fare pubblicità su TikTok proviene da AffiliatePRO®.

]]>
https://www.affiliatepro.it/tiktok-advertising/3233/feed 0
Affiliazione AliExpress: come funziona e come guadagnare https://www.affiliatepro.it/affiliazione-aliexpress-come-funziona-e-come-guadagnare/3178 https://www.affiliatepro.it/affiliazione-aliexpress-come-funziona-e-come-guadagnare/3178#comments Wed, 01 Jul 2020 06:53:50 +0000 https://www.affiliatepro.it/?p=3178 AliExpress è un portale cinese per lo shopping online low cost, tra i più importanti e famosi e-commerce al mondo, di proprietà dell’ Alibaba Group multinazionale e colosso cinese. Per alcuni suoi tratti caratteristici è stato spesso definito come l’Amazon

L'articolo Affiliazione AliExpress: come funziona e come guadagnare proviene da AffiliatePRO®.

]]>
AliExpress è un portale cinese per lo shopping online low cost, tra i più importanti e famosi e-commerce al mondo, di proprietà dell’ Alibaba Group multinazionale e colosso cinese. Per alcuni suoi tratti caratteristici è stato spesso definito come l’Amazon cinese, dando vita a confronti tra i rispettivi fondatori, Jack Ma e Jeff Bezos e in questo articolo parleremo dell’affiliazione AliExpress e di come poter guadagnare

Una delle caratteristiche che accomuna AliExpress e Amazon è che entrambi hanno un programma di affiliazione attraverso cui è possibile guadagnare grazie alla sponsorizzazione dei prodotti presenti nell’e-commerce. Ti ho parlato precedentemente di cosa sono i programmi di affiliazione e, in particolare, di come guadagnare grazie al programma di affiliazione Amazon. Oggi, invece, voglio parlarti del programma di affiliazione AliExpress che è più recente rispetto a quello di Amazon, ma grazie alla varietà di prodotti e a delle percentuali vantaggiose, potrebbe rappresentare per te affiliato una possibilità molto interessante da prendere in considerazione.

 A me non resta che augurarti buona lettura e iniziare subito a presentarti il programma di affiliazione AliExpress

Come funziona il programma di affiliazione AliExpress

Ciò che contraddistingue AliExpress è la possibilità di acquistare un’ampissima varietà di prodotti a prezzi bassi comparati con gli standard europei: dai prodotti tech all’abbigliamento, passando ai gadget per automobili, ai complementi di arredo e tanti altri pezzi. 

Per questo motivo AliExpress riceve milioni di visite di utenti ogni giorno, consolidando così il suo status di e-commerce più popolare in Cina, ma forse con ambizioni che vanno ben oltre i confini cinesi. Infatti, recentemente AliExpress ha lanciato il proprio programma di affiliazione

Analogamente a come accade con altri programmi di affiliazione, anche con il programma orientale se, una volta diventato un loro affiliato, promuoverai i prodotti presenti all’interno dell’e-commerce e riuscirai a generare delle vendite, AliExpress ti pagherà una percentuale

Quanto si guadagna? 

Le commissioni variano a seconda del prodotto scelto: nella maggior parte dei casi si aggirano intorno al 5%, ma come sottolineato da AliExpress stesso, le commissioni cambiano a seconda degli introiti che riesci a generare e, per alcuni prodotti, si può arrivare ad un commission rate del 50%. Tiene a mente che, ovviamente, le percentuali potrebbero essere soggette ad ulteriori variazioni nel corso del tempo. 

Sempre stando a quanto dichiarato da AliExpress, i cosiddetti top seller guadagnano una cifra pari a 20.000 dollari al mese. All’interno della piattaforma sono presenti milioni di prodotti, 130,000 venditori e compratori che provengono da più di 200 paesi. Si tratta di cifre interessanti che possono sicuramente catturare la tua attenzione, ma il mio consiglio e di non pensare troppo (e subito) ai guadagni immediati.

Inizia a fare una cernita dei prodotti coerenti con ciò di cui ti occupi e che possano destare l’interesse della tua nicchia di riferimento, quindi, comincia a testare come funziona il programma. Prima di tutto però, come ti sarai immaginato, occorre iscriversi! Vediamo insieme i procedimenti nel prossimo paragrafo. 

Come iniziare a guadagnare? Iscriviti al programma 

Se vuoi iniziare a guadagnare grazie al programma di affiliazione AliExpress è necessario che ti iscriva, segui questi step: 

  • Vai sul sito https://portals.aliexpress.com;
  • Clicca su “Register”;
  • Fornisci email e password oppure effettua l’accesso tramite il tuo account Google o Facebook;
  • Completata l’iscrizione, dopo aver effettuato l’accesso, vai nella sezione “Account”.

Per comodità, sappi che puoi gestire l’iscrizione oltre che dal pc anche da smartphone e tablet. All’interno della sezione “Account”:

  • Clicca su “Guadagna Condividendo”;
  • Cerca il prodotto o la categoria alla quale sei interessato all’interno dello store inserendo le relative parole chiave;
  • Assicurati che il prodotto sia compreso nell’elenco messo a disposizione per il programma di affiliazione;
  • Seleziona il prodotto scelto
  • Clicca sui tre puntini in alto a destra di ciascun prodotto;
  • Ora si aprirà una nuova schermata: pigia sul pulsante rosso “Condividi”.

Le procedure potrebbero subire alcune lievi variazioni a seconda del dispositivo utilizzato e del sistema operativo.

Arrivato a questo punto, potrai:

  • Copiare il link e inserirlo all’interno degli articoli del tuo sito web o blog.
  • Condividere direttamente il link sui tuoi profili social.

Il mio consiglio è quello di copiare il testo del link e inserirlo all’interno di uno degli articoli del tuo blog, magari potresti scrivere la recensione del prodotto stesso e inserire il text link nell’articolo in modo che, quando l’utente lo leggerà, se sarà interessato al prodotto, potrà accedere ad AliExpress cliccando sul link che hai condiviso. 

AliExpress è ormai considerato un e-commerce serio e affidabile, le spedizioni possono durare dai 10 fino ai 40 giorni a seconda del prodotto scelto e della modalità di spedizione del venditore. Tuttavia, ti consiglio di prestare attenzione ai prossimi suggerimenti che sto per darti, in modo da riuscire a finalizzare le tue prime vendite, senza cadere in errori frequenti. 

Applica i 3 consigli strategici per la promozione 

Il programma di affiliazione AliExpress rappresenta sicuramente un’opportunità da prendere in considerazione, specialmente per la mole di prodotti presenti all’interno dello store a prezzi relativamente bassi e con frequenti sconti. Però, sopratutto se sei all’inizio, presta attenzione ai miei suggerimenti ed evita di incappare in quelli che sono gli errori più frequenti, soprattutto se vuoi impostare il lavoro in maniera professionale.

Occhio ai tempi di spedizione

Quando scegli il prodotto da promuovere verifica che i tempi di spedizione siano più brevi possibile, l’utente di riferimento potrebbe rimanere deluso nel ricevere il prodotto dopo quaranta giorni e desistere dall’effettuare l’acquisto o, ancora peggio, non ripetere l’acquisito di un prodotto consigliato da te in futuro. Non è una regola fissa, ma solitamente i prodotti che costano pochi euro impiegano una quantità di tempo maggiore per arrivare a destinazione. 

Fai attenzione e verifica le recensioni

AliExpress è considerato uno store sicuro, ma siccome la prudenza non è mai troppa, prima di promuovere un prodotto, assicurati che abbia un buon quantitativo di recensioni positive e, soprattutto, che siano autentiche. Una cifra come venti o trenta recensioni autentiche è già un indicatore abbastanza valido per propendere verso un determinato prodotto.

I prodotti che hai scelto sono presenti nell’elenco?

Ricordati di verificare se i prodotti che hai scelto sono compresi all’interno del programma di affiliazione. Eventualmente approfitta degli sconti che vengono applicati frequentemente come surplus per invogliare l’utente ad effettuare l’acquisto. Tra i prodotti più gettonati, ad oggi, l’abbigliamento,  l’elettronica e i prodotti tech sono sicuramente quelli che hanno maggiore successo. 

Consiglio bonus

Non poteva mancare un mio consiglio extra: prediligi, quando è possibile, i venditori che hanno deciso di inserire Paypal tra le modalità di pagamento. Paypal è un metodo di pagamento sicuro e garantisce una maggiore tutela durante le transazioni online

Inoltre, si tratta di una modalità di pagamento molto comune con cui l’utente ha ormai confidenza e ciò potrebbe rappresentare quella spinta finale che lo porta ad effettuare l’acquisto del prodotto. Purtroppo Paypal non è il metodo di pagamento principale della piattaforma AliExpress, ma diversi venditori hanno iniziato ad adottarlo, tra cui nomi importanti, come ad esempio Xiaomi

Tutelare l’utente durante una transazione online è sempre un’ottima prassi che testimonia l’affidabilità sia di chi vende che di chi promuove un prodotto. 

Dall’affiliazione al Drop shipping

Una volta che avrai preso confidenza con il programma di affiliazione AliExpress, potresti pensare di passare al drop shipping, un particolare sistema di vendita da applicare all’e-commerce, che ti permetterà di vendere senza possedere né i prodotti né un magazzino di stoccaggio.

AliExpress, per la moltitudine di prodotti presenti nell’e-commerce e per i prezzi relativamente bassi, è una delle piattaforme tramite cui è possibile rifornirsi per generare vendite in drop shipping, arrivando a guadagnare il 100% sul profitto, escluse ovviamente le spese vive.

Una volta che avrai creato il tuo e-commerce attraverso Shopify o altri CMS, potrai rifornire il tuo negozio grazie ad AliExpress: sarà possibile importare le immagini e le descrizioni dei prodotti, decidendo autonomamente prezzo e quantità. Inoltre, utilizzando Oberlo, importerai i prodotti direttamente dal marketplace orientale, sincronizzando le impostazioni da AliExpress alla vetrina del tuo shop online su Shopify.

Finalizzata la vendita del tuo prodotto, non ti resterà che comprarlo dal fornitore AliExpress che a sua volta lo spedirà al cliente.

Perché scegliere il programma di affiliazione AliExpress? 

Siamo arrivati alla conclusione di questa guida dedicata al programma di affiliazione AliExpress. Come già sottolineato all’inizio, questo colosso del commercio online proveniente dall’oriente offre delle opportunità che vale la pena sperimentare. Innanzitutto, per la varietà dei prodotti presenti all’interno dell’e-commerce, per i prezzi che sono sicuramente molto competitivi, ma anche per le commissioni che variano e possono arrivare a raggiungere cifre interessanti. Inoltre, vengono applicati ai prodotti diversi sconti che potrebbero costituire un’ulteriore leva sulla quale basare parte della tua strategia promozionale. Cerca di promuovere prodotti che consiglieresti a un tuo amico o a un tuo famigliare, non tentare di fregare l’utente e lavora sempre seguendo un’etica professionale corretta. Se vuoi approfondire il discorso ti consiglio di guardare il mio video riguardo a: “Affiliate Marketing e Etica”.

Come vedi le possibilità non mancano, ora sta a te mettere in pratica ciò che hai imparato e sporcarti le mani! Come sempre, ti invito a lasciarmi un commento scrivendomi le tue domande. Se, grazie alla mia esperienza, riuscirò a farti risparmiare tempo e risorse, sarò ben felice  di aiutarti. 

Ti aspetto nei commenti! 

L'articolo Affiliazione AliExpress: come funziona e come guadagnare proviene da AffiliatePRO®.

]]>
https://www.affiliatepro.it/affiliazione-aliexpress-come-funziona-e-come-guadagnare/3178/feed 2
Guadagna con il programma di affiliazione Amazon! https://www.affiliatepro.it/guadagna-con-il-programma-di-affiliazione-amazon/3134 https://www.affiliatepro.it/guadagna-con-il-programma-di-affiliazione-amazon/3134#comments Mon, 22 Jun 2020 17:50:48 +0000 https://www.affiliatepro.it/?p=3134 Come guadagnare con il programma di affiliazione Amazon

L'articolo Guadagna con il programma di affiliazione Amazon! proviene da AffiliatePRO®.

]]>
Il programma di affiliazione Amazon è un’iniziativa di marketing messa a  disposizione da Amazon, che consente a chiunque abbia un blog o un sito web, di guadagnare mediante la promozione e la  vendita di prodotti presenti all’interno di Amazon stesso. 

Come avviene questo tipo di procedimento che consente a te affiliato, o aspirante tale, di generare delle entrate? Nel tuo blog o affiliate site, magari dentro un articolo,  occorre inserire un link pubblicitario: ogni qual volta un utente effettuerà un acquisto su Amazon passando attraverso quel link, tu percepirai una commissione

Il programma di affiliazione Amazon offre molteplici vantaggi, primo fra tutti l’autorevolezza e l’affidabilità del brand. Inoltre, può essere un ottimo trampolino di lancio sia per chi si trova agli inizi sia per chi, invece, ha già dimestichezza con le affiliazioni. 

Se non sai da dove cominciare, sappi che in questa guida ti spiegherò come funziona il programma di affiliazione Amazon, come potrai aderire e, soprattutto, ti darò alcuni consigli pratici per iniziare subito a promuovere dei prodotti. Sei pronto? Partiamo! 

Cos’è un programma di affiliazione 

Di solito, quando si apre e si gestisce un blog o un sito web, tra gli obiettivi è previsto sicuramente quello di guadagnare, di monetizzare il proprio blog. 

È possibile guadagnare attraverso un blog implementando Google Adsense e riuscendo a generare quantità di traffico interessanti. Tuttavia questo richiede tempo, competenze a livello di SEO oppure ingenti investimenti pubblicitari che, se sei alle tue prime esperienze, ti consiglio di evitare. 

Un programma di affiliazione strutturato, come quello Amazon, potrebbe essere la soluzione ideale per iniziare a generare delle entrate, sponsorizzando e promuovendo prodotti che conosci, ti interessano e che potrebbero suscitare la curiosità anche della tua nicchia di rifermento.  

Infatti, come già accennato nell’introduzione, un programma di affiliazione non è altro che un’iniziativa che ti permette di guadagnare una percentuale sulle vendite generate attraverso il tuo sito

Ovviamente non è tutto rose e fiori: le percentuali non sempre sono altissime e, soprattutto se l’utente non ha fiducia nei prodotti che stai sponsorizzando, difficilmente effettuerà un acquisto.

Ecco perché utilizzare un programma di affiliazione come Amazon, un brand noto e in cui la gente ha fiducia, dove tutti possono trovare conferma ai propri dubbi (attraverso le recensioni) può rappresentare un punto di partenza ideale per iniziare a lavorare con le affiliazioni. Inoltre, è totalmente gratuito

Sicuramente ora ti starai chiedendo quali sono i requisiti per aderire e come funziona il programma nel dettaglio, vediamolo insieme nel prossimo paragrafo! 

Programma affiliazione Amazon_la foto mostra le icone del commercio online

Requisiti per aderire ad un programma di affiliazione 

Generalmente, per poter aderire ad un programma di affiliazione, avrai bisogno di alcuni requisiti e strumenti, una sorta di “kit per iniziare”, tra cui: 

  • Un tuo sito web o blog dove postare contenuti, come, ad esempio, degli articoli riguardanti i prodotti che hai deciso di sponsorizzare;
  • Una scelta di tali prodotti messi a disposizione dal programma di affiliazione; 
  • Link o text link di vendita, generati attraverso una specifica interfaccia, che dovrai inserire all’interno degli articoli relativi ai prodotti da promuovere. 

Questo è l’occorrente base per poterti iscrivere ad un programma di affiliazione e cominciare a lavorare. Se hai appena iniziato, termini come “text link” e “interfaccia” potrebbero suonarti poco familiari, quindi, vediamo ora nel concreto quali sono tutti i passaggi da effettuare per aderire al programma di affiliazione Amazon

Prima di procedere con i prossimi step, voglio mettere in chiaro che creare un sito è fondamentale per la maggior parte dei programmi di affiliazione ed è un requisito richiesto. Non averlo potrebbe impedire la tua iscrizione o metterla fortemente in dubbio. 

Come aderire al programma di affiliazione Amazon

Hai creato il tuo blog e sei pronto per scoprire il programma di affiliazione Amazon, per aderire dovrai:

  • Iscriverti al programma tramite questo link https://programma-affiliazione.amazon.it e seguire i passaggi guidati;
  • Cliccare su “Iscriviti ora gratuitamente”;
  • Fornire le credenziali di accesso, possono essere quelle che utilizzi per il tuo account Amazon oppure potrai crearne di nuove lasciando la tua email o il tuo numero di cellulare;
  • Inserire le informazioni dell’account richieste
  • Cliccare su “Avanti” e immettere i dettagli relativi al tuo sito web, come: nome, url e principale tematica trattata. 

Una volta ultimati questi passaggi, ti verrà richiesto di leggere l’ “Accordo del programma di affiliazione Amazon” , step al quale ti consiglio di prestare attenzione e di non saltare. Successivamente, potrai cliccare su “Fine”. A questo punto, non ti resta che attendere l’email di avvenuta approvazione da parte di Amazon. 

Se la tua iscrizione non dovesse venire approvata, magari perché non hai curato sufficientemente i contenuti del sito, potrai fare delle modifiche e ritentare nuovamente. Come già scritto, il programma di affiliazione Amazon è gratuito, ma alla base è presente un processo di selezione per garantire agli utenti standard conformi e in linea con i criteri di Amazon. 

Per questo motivo, infatti, prima di iscriverti, è meglio che all’interno del tuo sito siano presenti almeno tra i sei e i dieci articoli ben scritti, argomentati, non troppo brevi e, soprattutto, non scopiazzati. Anche la grafica ha la sua importanza e influisce sulla tua eventuale approvazione, quindi, ti suggerisco di dedicare attenzione alla scelta del tema e del template. Se vuoi approfondire, puoi leggere la guida pratica su “Come creare un blog su WordPress partendo da zero”

Cos’è un ID affiliato?

Non appena approveranno la tua iscrizione, riceverai un ID affiliato (un codice in formato alfanumerico) univoco: conservalo e non condividerlo con nessuno. Una volta effettuato l’accesso al tuo account di affiliazione Amazon, troverai comunque il codice univoco in alto a sinistra. 

Dopo esserti loggato, quindi, avrai davanti la dashboard ovvero la pagina dalla quale potrai iniziare ad operare, una sorta di pannello di controllo. Prima di tutto ti consiglio di leggere l’Accordo Operativo, per capire meglio:

  • Il funzionamento del programma;
  • Le commissioni pubblicitarie (che si aggirano tra il 5% e il 10%);
  • Quali sono i prodotti che puoi sponsorizzare e quali sono, invece, quelli esclusi

Sei quasi pronto per iniziare a sponsorizzare i prodotti scelti, prima però capiamo come funziona il programma di affiliazione Amazon e cosa sono i link di affiliazione da inserire negli articoli. 

Come funziona il  programma di affiliazione Amazon

Sto per elencarti i prossimi passaggi per iniziare a promuovere i prodotti: ricordi che poche righe fa ho accennato all’importanza del tuo ID affiliato? Questo codice univoco è centrale affinché tu possa utilizzare correttamente il programma.

Tale codice, infatti, ti servirà per generare i link da inserire all’interno degli articoli. 

Un tuo articolo, ad esempio, potrebbe essere la recensione di un libro che ti è piaciuto e che riguarda tematiche coerenti con il tema del blog. Se il libro è presente tra i prodotti previsti dal programma di affiliazione, puoi inserire il suo text link all’interno dell’articolo. Se un utente, dopo aver letto questo o un altro dei tuoi articoli, clicca sul link di affiliazione inserito e effettua un acquisto su Amazon, allora ti verrà riconosciuta una percentuale. Puoi decidere se farti pagare mediante denaro oppure buoni Amazon.

Tieniti forte: non sarà necessario che l’utente acquisti il prodotto a cui si riferiva il link che hai inserito (nel caso specifico del libro che hai recensito), sarà sufficiente che lui o lei arrivi su Amazon tramite il tuo link e poi effettui un acquisto, anche se quest’ultimo non ha niente a che vedere con il link che hai inserito. Un bel vantaggio, non credi? 

Programma affiliazione Amazon_La foto mostra un libro

Quali tipologie di link affiliazione puoi generare su Amazon? 

Avrai capito, quindi, quanto siano fondamentali i link da inserire negli articoli, oltre a essere molto più efficaci rispetto ai banner che si usavano diverso tempo fa e ti sconsiglio di utilizzare perché abbastanza invasivi. Grazie ai link di affiliazione, Amazon saprà che la vendita è avvenuta per merito tuo e ti riconoscerà così una percentuale.

È possibile generare diverse tipologie di link di affiliazione, a seconda delle tue esigenze. Una volta che ti trovi all’interno della dashboard o pannello di controllo, dopo esserti loggato, nella sezione centrale puoi effettuare una ricerca per trovare il prodotto che intendi promuovere, immettendo parole chiave o codici identificativi Amazon. 

Text link, codice iFrame o banner?

Selezionato il prodotto, hai varie opzioni tra i link da creare e condividere

  • Link semplice: si tratta di un url da inserire dentro un testo o all’interno di un’immagine. Se vuoi copiarlo non ti resta che cliccare la freccia a destra del bottone “Ottieni link”
  • Codice iframe per testo e immagine: tale alternativa permette di inserire un box che racchiude l’immagine del prodotto scelto, il nome, il prezzo e il link di affiliazione. 
  • Solo testo: per sfruttare questa opzione, dopo aver cliccato “Ottieni link”, noterai la presenza della tab “Solo testo”. All’interno del campo “Testo link” scrivi il testo che hai scelto e copia il codice HTML corrispondente così da poterlo incollare all’interno del tuo sito. 
  • Banner: come ti ho accennato, è possibile inserire banner promozionali generando dei codici iframe. Personalmente te lo sconsiglio, ritengo più efficaci i text link da inserire all’interno di un articolo che abbia valore per l’utente che lo legge, però, se hai deciso di  utilizzare un banner, ti spiegherò come fare. Clicca su “Link banner” che trovi nel menù a sinistra e seleziona il banner che preferisci, scegliendone le caratteristiche, come la dimensione. A questo punto non ti resta che copiare e incollare il codice nel tuo sito. 

Quanto si guadagna con il programma di affiliazione Amazon

La prossima domanda a cui voglio rispondere riguarda la parte economica: quanto si guadagna con il programma di affiliazione Amazon? Dipende. Come già accennato, le commissioni pubblicitarie per ora vanno generalmente dal 5% al 10%, ma vediamo nel dettaglio i casi specifici.

Le percentuali cambiano, principalmente, a seconda del tipo di acquisto effettuato dall’utente e dalla categoria alla quale appartengono i prodotti. Prima di tutto occorre fare una distinzione tra:

  • Acquisto idoneo diretto: l’utente acquista il prodotto che hai deciso di promuovere o comunque un prodotto appartenente alla categoria a cui si riferisce il link che hai condiviso.
  • Acquisto idoneo indiretto: l’utente, in questo caso, accede ad Amazon mediante il link che hai condiviso ed effettua un acquisto, ma il prodotto appartiene a una categoria differente rispetto a quella del link.

Per riprendere l’esempio del libro, magari il lettore legge la tua recensione, clicca su link di affiliazione che hai inserito all’interno dell’articolo, ma una volta arrivato su Amazon acquista un paio di jeans.

Partendo da questi presupposti, per sapere con esattezza le commissioni di ogni singola categoria puoi leggere l’Accordo Operativo. Attualmente le percentuali sono:

  • L’ 1,5% su acquisiti idonei indiretti relativi ad abbigliamento e accessori. Sulla stessa categoria, nel caso si tratti di acquisti idonei diretti, le percentuali arrivano fino all’11% se i ricavi non superano i 2.500 euro al mese e, se si dovesse superare tale cifra, le commissioni sarebbero del 12%.
  • L’1,5% su acquisiti idonei indiretti riguardanti casa, arredamento ed elettrodomestici. La cifra delle percentuali sale fino al 7% per gli acquisti idonei diretti che non superano i 40.000 euro al mese. Una volta superato questo tetto, le percentuali arrivano all’8%.
  • Il 7% su acquisti idonei diretti e indiretti che riguardano libri e cancelleria, cura personale, auto e moto, accessori per animali domestici e prodotti per bambini.
  • Il 10% su acquisiti relativi alla categoria handmade, sia che si tratti di acquisti idonei diretti che indiretti.

Tali percentuali in futuro potrebbero essere soggette a variazioni, perciò periodicamente tieni d’occhio eventuali modifiche apportate dal programma.

Programma Affiliazione Amazon_la foto mostra degli amici

Promuovi gli stessi prodotti che venderesti al tuo migliore amico 

Siamo quasi giunti alla fine di questa guida, ma prima di concluderla, voglio darti qualche ulteriore consiglio strategico e parlarti di un tema a cui tengo particolarmente: l’etica

Ho descritto il programma di affiliazione Amazon, spiegandoti, passo passo, ciò che devi fare per iniziare a sponsorizzare prodotti e a generare delle entrate. Un fattore determinate se vuoi avere successo in questo campo è la fiducia e, affinché le persone si fidino di te, devi lavorare seguendo una determinata etica. Quando decidi di sponsorizzare un prodotto, non farlo con il solo fine di guadagnare: pensa alla tua nicchia, ai suoi bisogni, alla sue necessità. Se conosci le persone alle quali ti stai rivolgendo, non sarà difficile immaginare i loro gusti, le loro domande, i prodotti che potrebbero migliorare la loro vita o almeno semplificarla

Ricorda: se un utente si fida di te, aumenteranno le probabilità che quest’ultimo effettui l’acquisto di un prodotto che hai consigliato. In tanti esortano a fare affidamento sulla lista dei “best seller” su Amazon e, ovviamente, non è sbagliato a priori, soprattutto perché la riprova sociale è una leva molto potente. Il mio suggerimento, però,  è quello di sfruttare i prodotti all’interno di questa lista solo se sono effettivamente coerenti con gli argomenti che tratti e potrebbero davvero interessare chi ti segue. 

Lavora sodo sul tuo personal brand e sui tuoi contenuti, invita i lettori a farti delle domande e ovviamente sii presente e rispondi ad ogni loro dubbio. Se hai acquistato tu stesso il prodotto che promuovi (torniamo all’esempio precedente del libro), parlane non solo all’interno dell’articolo, ma anche nei tuoi canali social

Non avere fretta, studia il tuo target e testa i prodotti: esplicita in modo chiaro il perché un utente dovrebbe acquistarli e quali sono i vantaggi che ne ricaverebbe. Pensa che dietro la tastiera possa esserci un tuo caro amico o un tuo familiare. 

Perché scegliere il programma di affiliazione Amazon

Il programma di affiliazione Amazon è davvero un’ottima palestra per iniziare a prendere confidenza con le affiliazioni e capire come muoverti. Una volta che avrai preso la mano, chissà, magari potrai passare al livello successivo e provare il dropshipping! Un passo alla volta. Intanto, sperimenta il programma di affiliazione. 

Sei arrivato alla fine di questa guida, ma non limitarti a leggerla e basta: ti invito a sperimentare e a mettere in pratica i consigli che ti ho dato. Se già utilizzi il programma di affiliazione Amazon oppure se sei alle prime armi e hai dei dubbi al riguardo, lasciami un commento qui sotto e ti darò altri suggerimenti per migliorare le tue performance… approfittane! 

L'articolo Guadagna con il programma di affiliazione Amazon! proviene da AffiliatePRO®.

]]>
https://www.affiliatepro.it/guadagna-con-il-programma-di-affiliazione-amazon/3134/feed 1
Email marketing: cos’è e quali sono i migliori tool https://www.affiliatepro.it/email-marketing-cose-e-quali-sono-i-migliori-tool/3055 https://www.affiliatepro.it/email-marketing-cose-e-quali-sono-i-migliori-tool/3055#respond Mon, 15 Jun 2020 07:36:48 +0000 https://www.affiliatepro.it/?p=3055 L’ email marketing è una tipologia di marketing diretto che utilizza la posta elettronica e le email come mezzo per comunicare informazioni specifiche, novità, offerte commerciali ad un determinato pubblico di riferimento.  Ogni affiliato dovrebbe sfruttare l’email marketing per creare

L'articolo Email marketing: cos’è e quali sono i migliori tool proviene da AffiliatePRO®.

]]>
L’ email marketing è una tipologia di marketing diretto che utilizza la posta elettronica e le email come mezzo per comunicare informazioni specifiche, novità, offerte commerciali ad un determinato pubblico di riferimento. 

Ogni affiliato dovrebbe sfruttare l’email marketing per creare delle liste di utenti iscritti ad un proprio database per i molteplici vantaggi che questo comporta. 

Se non sai di cosa sto parlando o hai poca dimestichezza con l’email marketing, non ti preoccupare: grazie a questa guida imparerai cos’è l’email marketing, come funziona, perché è importante e quali sono i migliori tool da utilizzare. Cominciamo subito! 

Come funziona l’email marketing 

L’email marketing è un tipo di marketing diretto che crea, integra e promuove strategie per distribuire comunicazioni informative e/o commerciali tramite email che possano raggiungere diversi obiettivi, tra cui:

  • Inviare informazioni e aggiornamenti alla lista contatti;
  • Inviare promozioni vantaggiose  alla lista contatti;
  • Aumentare la lista contatti del proprio database
  • Fidelizzare e accrescere le relazioni con i contatti già presenti all’interno della lista; 

I vantaggi dell’email marketing

L’email marketing offre molteplici vantaggi: innanzitutto, avere una lista di utenti iscritti al proprio database può rappresentare una fonte di traffico da indirizzare verso il sito web che gestisci o verso una tua app che intendi far conoscere e scaricare da chi ti segue. 

Inoltre, non sottovalutare il vantaggio competitivo di avere una lista contatti compilata richiedendo agli iscritti dati anagrafici e interessi. Infatti, grazie ad un’attenta analisi, potrai strutturare delle promozioni mirate basate sulle preferenze degli utenti, da comunicare proprio tramite email e avere così ottime possibilità di conversione. 

Proviamo a fare una stima insieme: considerando che ogni contatto attivo potrebbe valere circa 1 € (valore che cambia a seconda della nicchia di riferimento) una lista di circa 50.000 contatti potrebbe valere 50.000 €. Certo, per valutare effettivamente il valore di questo dato, occorre prendere in considerazione diversi fattori, come ad esempio se il contatto è iscritto con la sua email principale oppure ha lasciato un’email secondaria nella quale riceve unicamente promozioni. 

Ciò che conta, quando si parla di acquisire l’email dei propri utenti per creare una lista di contatti, è puntare alla qualità. Non mi stancherò mai di ripetertelo: meglio avere avere 20 utenti attivi che interagiscono e sono realmente interessati alle comunicazioni che mandi, piuttosto che 100 utenti a cui non frega niente di ciò che fai e che potrebbero contrassegnare le tue email come spam da un momento all’altro. 

In ogni caso, per evitare che le tue email finiscano nello spam, ti consiglio di non bombardare di messaggi nemmeno gli utenti più interessati. Ogni email, inserita all’interno di un piano strategico deciso a monte, deve essere mandata con una finalità precisa e contenere anche un vantaggio percepito come tale dall’utente che la legge. 

Differenza tra newsletter e DEM

La newsletter

Quando si parla di email marketing occorre fare una distinzione tra newsletter e DEM. La newsletter ha una funzione informativa o comunque di aggiornamento rispetto a un tema o argomento verso il quale l’utente ha espresso la volontà di ricevere aggiornamenti. L’utente esprime questa volontà dopo aver lasciato il proprio contatto nell’apposito form oppure in cambio di un contenuto proposto come ebook, guide, video-corsi etc.

Utilizzare la newsletter è importante per mantenere vivo e alimentare il rapporto con chi si è iscritto alla tua lista contatti, effettuare operazioni di brand awareness e generare traffico verso il tuo blog e/o i tuoi canali social. Solitamente l’invio della newsletter segue una cadenza temporale prestabilita dal mittente: una volta al mese, con cadenza bimensile, oppure anche una tantum, a discrezione personale. 

Ognuno deve trovare la formula più adatta al proprio audience, personalmente ti consiglio di non esagerare e di non intasare la posta dell’utente, ma di organizzare un calendario preciso da seguire. Un calendario è uno strumento molto utile perché ti permette di non commettere l’errore opposto, ovvero non curare il rapporto con gli iscritti, restando per mesi in silenzio, senza mandare loro nessun aggiornamento. 

DEM: direct email marketing  

Quando si parla di DEM (Direct email marketing), invece, si parla di uno strumento con caratteristiche e obiettivi diversi rispetto alla newsletter, tieni a mente questa distinzione. Attraverso le DEM il mittente si pone un obiettivo preciso con finalità commerciali come la promozione e la vendita. Altri scopi delle DEM possono essere quelli di raggiungere nuovi clienti e quindi ampliare la lista contatti, oppure ricontattare e fidelizzare maggiormente i clienti già all’ interno della lista. Se, quindi, la newsletter ha una funzione prevalentemente informativa, il direct email marketing mira a colpire l’interesse della lista contatti per perseguire risultati in termini di conversione, come la vendita di un prodotto o servizio, ma anche la partecipazione ad un evento. 

Essendo email di tipo promozionale, soprattutto in questo caso, occorre fare molta attenzione alle tempistiche e alla quantità di email inviate. L’utente non deve sentirsi in nessun modo “aggredito” o stufo delle troppe email, questo comporterebbe un totale disinteresse da parte sua e la possibilità di generare conversioni sfumerebbe rapidamente. 

email marketing_ L'immagine mostra delle buste da lettere simbolo dell'email

Equilibrio tra newsletter e DEM 

Una strategia efficace di email marketing utilizza in maniera equilibrata entrambe: newsletter e DEM. Potresti guardare alle newsletter come ad uno strumento che mantenga vivo l’interesse della tua lista contatti, alimentando una relazione di fiducia con loro e alle DEM come il passaggio decisivo che ti permetterà, se hai impostato la tua strategia in un determinato modo, veicolando valore per l’utente, di ottenere delle conversioni. Per scrivere DEM efficaci e performanti ti consiglio di usare tecniche di copywriting ed evitare testi monotoni senza un minimo di appeal per il destinatario. 

Come creare una lista contatti 

Chiarita la distinzione tra le varie tipologie di email, è il momento di spiegarti come creare la tua lista contatti. Prima di tutto, stabilisci l’obiettivo della lista e diversifica:

  • Lista di contatti per newsletter e, talvolta, DEM;
  • Lista di contatti per DEM;
  • Lista di contatti per funnel .

Una volta decisa la tipologia e la finalità della lista, il passo successivo sarà quello di integrare un form contatti nel tuo sito oppure nella landing page. Nelle righe precedenti ti ho parlato di quanto sia importante conoscere i dati dei tuoi contatti e i loro interessi per avere una lista performante, tuttavia, ti consiglio di proporre al tuo utente di compilare un form che richieda i dati essenziali. L’azione richiesta verrà così percepita come non troppo impegnativa, favorendo la compilazione del form invece dell’abbandono senza aver completato la procedura. 

Confirmation page e thank you page

Affinché una lista venga considerata valida occorre crearla con il metodo double opt-in, cioè l’utente che richiede di essere iscritto alla lista non verrà effettivamente iscritto sino a quando non confermerà la propria registrazione. Infatti, bisogna distinguere tra la “Confirmation page” e la “Thank you page”.

La confirmation page deve essere chiara, semplice e molto incisiva: il suo compito è quello di indicare all’utente tutti i passaggi da fare per confermare la propria email e autorizzare il mittente a inviargli ulteriori news e promozioni.

La thank you page, invece, è la prima forma di contatto vero che si instaura con l’utente, solitamente serve per ringraziarlo, prepararlo all’autorisponditore e, magari, inviargli la proposta del giorno che può essere una promozione, ma anche un contenuto bonus come un ebook, una guida etc. 

Il form di registrazione dove l’utente potrà lasciare i suoi dati verrà creato dalla piattaforma che sceglierai per le tue operazioni di email marketing. Una volta creato il form, selezionando i campi scelti, la piattaforma rilascerà un codice HTML che potrai integrare nelle tue pagine web.

È importante scegliere una piattaforma in linea con le tue esigenze che ti metta a disposizione strumenti avanzati per la creazione e la gestione delle liste. Per questo motivo, nelle righe seguenti, ti suggerirò quali sono i migliori tool per l’email marketing e come scegliere quello più adatto.

I migliori tool per l’email marketing 

Data l’importanza dell’email marketing, il mercato pullula di tool e piattaforme che si differenziano rispetto ai servizi, agli strumenti che mettono a disposizione e al prezzo. Alcuni di questi tool, come ad esempio “Mailchimp”, permettono di utilizzare delle funzionalità gratuitamente fino ad un certo numero di iscritti, dopodiché è necessario sottoscrivere un abbonamento. 

Prima di scegliere un tool dedicato all’email marketing, ti consiglio di prendere in considerazione, oltre al prezzo, altri fattori come:

  • Delivery;
  • Velocità di consegna;
  • Strumenti a disposizione;
  • API (Application programming Interface);
  • App per l’eventuale gestione anche da mobile.

Tra le opzioni migliori, per quanto riguarda i tool disponibili, puoi provare: 

Per utilizzare uno di questi tool, dovrai:

  • Andare sul sito web del tool scelto (ad esempio “Mailchimp”);
  • Creare un account per iniziare, eventualmente, il periodo di prova gratuito;
  • Selezionare il piano adatto alle tue esigenze e sottoscrivere un abbonamento.

Riceverai una email di conferma dell’avvenuta creazione dell’account e del pagamento effettuato. Ora potrai pianificare ed eseguire la tua attività di email marketing.

Ricorda: la scelta del tool è uno step cruciale, ma oltre a questo, chiediti, dopo averla creata, se la tua lista email è effettivamente performante. Da quali fattori puoi capirlo? Te ne parlo nel prossimo paragrafo! 

Email marketing_l'immagine mostra un laptop

La mia lista è performante? 

Per capire se la tua lista è performante dovrai valutare diversi elementi che potranno fornirti delle conferme sulla qualità delle tue liste, tra cui:

  • OR (Open rate): indica quanti utenti aprono le email e per essere giudicato positivamente l’OR non dovrebbe mai essere inferiore al 10%;
  • Cancellazioni: ovvero quanti utenti hanno deciso di cancellarsi dalla lista;
  • Bounce o rimbalzo: rappresenta la quantità di email non consegnate all’indirizzo di posta elettronica del destinatario. 

Chiaramente le performance vanno valutate in base al numero di azioni generate grazie alle DEM inviate e alla relative conversioni. Proprio per questo motivo, mi sento di darti un ulteriore consiglio: appena l’utente conferma la sua iscrizione alla tua lista, approfittane! Per esperienza posso rivelarti che se un utente riceve la prima DEM non oltre le settantadue ore dalla sua iscrizione avrai più possibilità di generare delle conversioni. Non sprecare questa opportunità, cogli il momento in cui l’utente mostra il suo interesse

Convertire grazie alle DEM 

Molti sottovalutano i vantaggi dell’email marketing e l’utilizzo di DEM strategiche che ancora oggi, invece, rappresentano un ottimo strumento per generare delle conversioni.

Sono certo che, grazie a questa guida, avrai capito perché, per ottenere dei risultati lavorando come affiliato professionista, non puoi fare a meno di creare le tue liste contatti e di usufruire di DEM e newsletter per interagire con la tua audience di riferimento. 

Ti piacerebbe scoprire altre strategie per sfruttare l’email marketing a tuo vantaggio? Allora scrivimi subito un commento qui sotto e sarò felice di risponderti! 

L'articolo Email marketing: cos’è e quali sono i migliori tool proviene da AffiliatePRO®.

]]>
https://www.affiliatepro.it/email-marketing-cose-e-quali-sono-i-migliori-tool/3055/feed 0
Come creare un blog su WordPress partendo da zero! https://www.affiliatepro.it/come-creare-un-blog-su-wordpress-partendo-da-zero/3044 https://www.affiliatepro.it/come-creare-un-blog-su-wordpress-partendo-da-zero/3044#respond Wed, 03 Jun 2020 06:36:36 +0000 https://www.affiliatepro.it/?p=3044 Creare un blog su WordPress è semplice ed intuitivo, ecco perché rappresenta la soluzione ideale per te che hai deciso di lavorare con le affiliazioni o comunque di condividere e monetizzare la tua passione attraverso uno spazio sul web. Una

L'articolo Come creare un blog su WordPress partendo da zero! proviene da AffiliatePRO®.

]]>
Creare un blog su WordPress è semplice ed intuitivo, ecco perché rappresenta la soluzione ideale per te che hai deciso di lavorare con le affiliazioni o comunque di condividere e monetizzare la tua passione attraverso uno spazio sul web. Una delle domande più frequenti che ricevo è:

“Oggi ha ancora senso avere un blog?” 

La risposta è , oggi ha ancora senso avere un blog, ma certamente non si tratta degli stessi blog popolari dieci anni fa. I blog che funzionano adesso, data l’ altissima competitività,  hanno determinate caratteristiche, non è più sufficiente semplicemente occupare uno spazio sul web. Ecco perché ho deciso di scrivere per te questa guida pratica che ti permetterà di creare un blog partendo da zero, step by step, spiegandoti ogni singolo passaggio. Sei pronto? Iniziamo! 

Cos’è WordPress 

WordPress è un CSM (Content Management System) per creare e condividere contenuti, perfetto per chi non possiede competenze specifiche nel campo della programmazione. La piattaforma WordPress mette a disposizione dell’utente tantissimi temi e plugin per ottenere, senza mettere mano al codice se non  per piccole modifiche, un risultato professionale

Sia che tu non abbia competenze tecniche sia che tu sia esperto nei vari linguaggi di programmazione, ti consiglio di utilizzare WordPress per poter apportare modifiche in modo facile e veloce, tramite l’utilizzo dei plugin. Infatti, un domani potresti avere l’esigenza di  trasformare il tuo blog proprio in un e-commerce e potresti farlo scaricando un semplice plugin erogato da WordPress. 

Ora, a questo punto, devi decidere se creare un blog gratis oppure a pagamento, dato che WordPress permette entrambe le opzioni. Se vuoi il mio parere, ti consiglio di investire alcune decine di euro l’anno e creare un blog a pagamento. Più avanti approfondirò il perché, ma intanto sappi che il blog o affiliate site sarà il tuo terreno di gioco dove misurarti e sperimentare successi e fallimenti, per cui avrai bisogno di sfruttare gli strumenti messi a disposizione da WordPress e questo richiede un investimento. 

Come creare un blog gratis con WordPress 

Utilizzando WordPress, nello specifico wordpress.com, avrai la possibilità di creare un blog gratuitamente, ma questo comporterà diverse limitazioni. Si tratta di limitazioni che potrebbero influire negativamente sul tuo lavoro, come:

  • Un dominio di terzo livello, tipo: www.miosito.wordpress.com
  • Uno spazio di archiviazione ridotto di circa 3 GB (gigabyte);
  • L’impossibilità di installare plugin;
  • L’impossibilità di installare banner pubblicitari.

Se hai un minimo di familiarità con le affiliazioni capirai che si tratta di limitazioni che pesano e, per certi versi, ostacolano il lavoro dell’affiliato quindi, ora ti spiegherò come creare un blog gratuitamente, ma ti consiglio davvero di fare un piccolo investimento e di aprire di un blog a pagamento. 

Per iniziare a creare il tuo blog:

  • Vai sul sito di WordPress;
  • Clicca su “Crea il tuo sito”;
  • Ora inserisci la tua email, scegli il tuo nome utente e una password;
  • Schiaccia su “Crea un account”. Puoi anche decidere di continuare su Google, usando il tuo account, oppure su Apple. 

A questo punto ti verrà richiesto di rispondere ad alcune domande, come: quale nome vuoi dare al tuo sito, quale sarà l’argomento, l’obiettivo principale e il tuo livello di esperienza nel realizzare siti web. Una volta che avrai risposto, nello step successivo ti verrà chiesto di dare un indirizzo al tuo sito, quindi:

  • All’interno della schermata “Dai un indirizzo al tuo sito web”   dovrai inserire nel campo “Inserisci un nome o una parola chiave” il nome che vuoi visualizzare nell’ URL oppure una parola chiave;
  • Seleziona la tua scelta;
  • Clicca su “Inizia con gratuito” per scegliere il piano free di WordPress e aspetta qualche minuto affinché la creazione del tuo blog sia ultimata. 
  • Concluso il processo di creazione, sarai indirizzato al pannello di amministrazione di WordPress da dove potrai creare nuovi articoli e nuove pagine schiacciando su “Aggiungi”
  • Facendo clic su “Visualizza il sito” vedrai la home page del tuo nuovo blog. 

Come ti ho già detto, ti sconsiglio di creare un blog gratuitamente per le varie limitazioni, tuttavia, se non te la senti di fare questo investimento, un blog gratuito rappresenta comunque un’opportunità per imparare. Inoltre, potrai sempre trasformarlo in un blog professionale trasferendo i contenuti e creando un sito web con estensione .com, .it, .org etc. 

Per creare un blog a pagamento, comunque, dovrai prima di tutto acquistare dominio e hosting. Nei paragrafi successivi ti spiegherò come.  

Creare un blog con WordPress_L'immagine mostra la bacheca di WordPress

Come creare un blog a pagamento con WordPress 

Creare un blog a pagamento con WordPress ti permetterà di costruire un sito credibile e affidabile, senza essere ostacolato dalle limitazioni imposte nella versione gratuita. Per prima cosa, come anticipato, dovrai acquistare dominio e hosting, vediamo insieme quali sono le opzioni che hai a disposizione. 

Come scegliere un dominio e hosting

Se non sei completamente a digiuno di competenze tecniche, una soluzione vantaggiosa potrebbe essere quella di acquistare un hosting Linux e un database MySQL. Poi dovrai installare WordPress. Una soluzione di questo tipo permette di spendere una somma tra i 10 e i 50 € l’anno. 

Altri buoni fornitori di hosting sono:

A seconda del servizio scelto, la procedura di configurazione e installazione di WordPress sarà diversa. Più o meno comunque i passaggi saranno simili tra di loro, infatti, ad esempio, scegliendo dominio e hosting tramite il pacchetto WordPress offerto da Aruba, dovrai:

  • Collegarti sul sito di Aruba;
  • Inserire all’interno del campo “Tuo dominio” il nome che vuoi che venga visualizzato nella URL;
  • Scegliere l’estensione e cliccare su “Cerca”;
  • Una volta verificata la disponibilità effettiva del dominio devi schiacciare su “Prosegui”;
  • All’interno della sezione “Hosting WordPress” potrai scegliere il piano più consono alle tue esigenze;
  • Seleziona eventuali servizi aggiuntivi e poi schiaccia su “Prosegui”.

A questo punto, hai quasi ultimato la procedura, ti mancano solo alcuni passaggi conclusivi:

  • Registrati e inserisci i tuoi dati nella sezione “Dati destinatario”;
  • Se sei già registrato, inserisci i tuoi dati d’accesso ed effettua il login

Infine, per concludere l’acquisto, immetti i dati di fatturazione, scegli un metodo di pagamento, accetta le condizioni del servizio e schiaccia su “Prosegui”. Dopo qualche minuto dovresti ricevere un’email di conferma con le indicazioni per finalizzare il pagamento. 

Ci sono altri servizi che offrono attraverso cPanel la possibilità di installare e configurare facilmente un blog in WordPress oppure se hai un po’ di esperienza puoi caricarlo attraverso FTP.

Come scegliere un tema

Ora che hai acquistato lo spazio sul web, è necessario personalizzare il tuo blog e contraddistinguerlo secondo quelle che sono le tue esigenze. Quando scegli un tema, un template o un qualsiasi elemento per il tuo blog, ricordati che quest’ultimo deve essere prima di tutto funzionale e poi anche esteticamente piacevole. Non serve avere un blog visivamente perfetto, ma poco funzionale per l’utente. 

Ecco perché, quando scegli il tema, devi assicurarti che sia responsive quindi che si adatti e offra un’ esperienza ottimale su ogni dispositivo: dal computer al tablet e, naturalmente, allo smartphone. Questo perché, ormai, sempre più utenti utilizzano il proprio dispositivo mobile per navigare sui siti web, quindi, è fondamentale che il tuo tema sia in grado di offrire la migliore esperienza. 

Puoi trovare un’ampia gamma di temi, sia gratis che a pagamento, su:

L’elenco dei plugin indispensabili

Ora che hai creato il tuo blog e scelto il tema, ti consiglio di utilizzare degli strumenti fondamentali che ti permetteranno di aumentarne notevolmente le prestazioni: sto parlando dei plugin! 

In base alle esigenze specifiche del tuo blog troverai quelli più coerenti e funzionali, intanto ti indico quelli che dovresti installare come base per partire: 

  • Yoast SEO: plugin dedicato alla gestione SEO.
  • Akismet: solitamente presente di default su WordPress, dovrai solo attivarlo, è utile per gestire lo spam.
  • Contact form 7: plugin grazie al quale è possibile gestire moduli di contatto multipli, personalizzare il modulo e i contenuti delle email. Inoltre, supporta il filtraggio dello spam di Akismet.  
  • Google Xml Sitemaps: plugin utile per la generazione e la  gestione automatica di sitemap XML per Google. Questo plugin contribuirà ad una migliore indicizzazione del tuo sito web. 
  • Iubenda Cookie Solution e GDPR Cookie Consent: due plugin per la gestione delle nuove norme imposte per il rispetto della privacy e il trattamento dei dati. Per quanto riguarda questo aspetto, ti consiglio comunque di avvalerti di una consulenza legale per poter essere totalmente in regola con le norme vigenti. 
Come creare un blog_ l'immagine mostra un pc e una macchina fotografica

Perché creare un blog? 

Un blog o affiliate site è uno strumento di centrale importanza per l’affiliato, come ho già scritto, mi piace definirlo un “campo di battaglia” in cui misurare le competenze, testare le strategie, riscontrando ciò che ha successo, ma anche quello che, invece, deve essere migliorato. Il blog è una palestra di apprendimento, tienilo sempre a mente. 

Allo stesso tempo però un blog è la piattaforma di comunicazione personale grazie alla quale hai l’occasione di offrire valore alla nicchia di riferimento tramite i tuoi contenuti. Se vuoi diventare un affiliato professionista, collaborare con network di affiliazione importanti e arrivare un giorno a lavorare con i big brand, sappi che non puoi approcciarti all’ affiliate marketing con la mentalità da opportunity seeker

Chiaramente, come ti ho anticipato all’inizio, oggi le regole sono cambiate e, data la competitività, un blog per avere successo deve avere determinate caratteristiche.

Quindi per prima cosa non vedere il tuo blog come un contenitore dove schiaffare dei banner o dei text link, ma come un luogo in cui, grazie alle tue passioni e alle tue competenze, offri concretamente valore e rispondi alle esigenze delle persone che ti seguono. 

Come monetizzare le tue competenze con un blog?

Ti propongo un esempio pratico per farti capire l’importanza di avere un blog strutturato in un certo modo. Poniamo che tu sia un grande appassionato di vino. Magari hai lavorato nel settore, gestisci un’enoteca oppure sei semplicemente un amante del vino. Decidi quindi di aprire un blog formato da tre categorie principali: vino rosso, vino bianco e vino rosé. Inizi quotidianamente a postare contenuti di valore riguardanti le tipologie di vino che conosci, le ricette e gli abbinamenti più sfiziosi. Non pensi unicamente a contenuti in forma scritta come i classici articoli, ma rivedi la tua strategia inserendo all’ interno di un singolo articolo anche immagini originali e, soprattutto, video del tuo canale youtube

Se sarai in grado di coltivare una relazione di fiducia reciproca con i membri della tua nicchia e di generare traffico, dapprima con la SEO utilizzando strumenti come SeoZoom e successivamente tramite paid advertising e DEM, non solo verrai accettato da network di affiliazione seri e importanti, ma, ti dirò di più, potrebbero essere proprio loro a contattarti per proporti una partnership. Ecco perché devi strutturare in maniera chiara ed esaustiva la sezione “Chi sono” o “Chi siamo” e quella “Contatti”.

Inoltre, potrai creare i tuoi info-prodotti da vendere come un ebook o un video-corso. Tutto però comincia con un blog, uno spazio tuo dove iniziare a farti conoscere, condividere le tue passioni e mettere al servizio della community le tue competenze. Quindi, per rispondere ulteriormente alla domanda iniziale, sì oggi non solo ha senso, ma se vuoi lavorare da affiliato professionista, devi avere un blog.

E ora… scrivi! 

Con questa guida spero di averti fatto capire non solo come creare un blog utilizzando WordPress, ma anche la sua importanza e come si sia evoluto nel corso degli anni.

Devi partire da un’ idea legata ad una tua passione e dalla capacità di condividerla sul blog offrendo valore alla tua nicchia. Non aspettare oltre, inizia subito a scrivere e condividere i tuoi contenuti.

Hai altri dubbi su come creare un blog? Scrivimeli ora nei commenti o raccontami della tua esperienza, ti darò altri suggerimenti utili per rendere il tuo blog ancora più performante! 

L'articolo Come creare un blog su WordPress partendo da zero! proviene da AffiliatePRO®.

]]>
https://www.affiliatepro.it/come-creare-un-blog-su-wordpress-partendo-da-zero/3044/feed 0
Eye tracking e heat map: cosa sono e perché dovresti usarli! https://www.affiliatepro.it/eye-tracking-e-heat-map-cosa-sono-e-perche-dovresti-usarli/3011 https://www.affiliatepro.it/eye-tracking-e-heat-map-cosa-sono-e-perche-dovresti-usarli/3011#respond Wed, 27 May 2020 06:51:17 +0000 https://www.affiliatepro.it/?p=3011 L’ eye tracking e le heat map sono due metodi per monitorare i comportamenti dell’ utente quando visita una determinata sezione del tuo sito web oppure una landing page che hai creato e verso la quale vuoi generare traffico.  Tali

L'articolo Eye tracking e heat map: cosa sono e perché dovresti usarli! proviene da AffiliatePRO®.

]]>
L’ eye tracking e le heat map sono due metodi per monitorare i comportamenti dell’ utente quando visita una determinata sezione del tuo sito web oppure una landing page che hai creato e verso la quale vuoi generare traffico. 

Tali strumenti, applicati alle strategie di marketing, possono fornirti dei dati importanti per migliorare sia la struttura del tuo sito che i contenuti al suo interno, infatti, grazie al loro utilizzo, capirai quali sono le aree sulle quali l’ utente rimane e per quanto tempo.

Contemporaneamente, risulterà chiaro quali sezioni interessano meno ai visitatori e, monitorando i dati raccolti, avrai tutte le informazioni necessarie per apportare modifiche, migliorando così le performance del tuo sito e dei canali di comunicazione scelti. Attraverso questa guida ho deciso di spiegarti cos’è l’ eye tracking, come funziona, cosa sono le heat map e quali sono i migliori tool che potrai usare per crearle. Mettiti comodo e cominciamo! 

Eye tracking: cos’è e come funziona

L’ eye tracking o oculometria è un processo attraverso il quale è possibile monitorare i movimenti oculari e sapere: dov’ è diretto lo sguardo di un utente, cosa sta guardando e, soprattutto, per quanto tempo fissa lo sguardo in un determinato punto

Durante questi anni, le tecnologie che utilizzano l’ eye tracking hanno subito notevoli miglioramenti, rendendola una metodologia consolidata la cui applicazione viene integrata in diverse discipline come il marketing e, in particolare, il neuromarketing, sono certo che puoi indovinare il perché. 

L’ eye tracking, infatti, permette di analizzare il comportamento di un consumatore o potenziale tale, partendo proprio dalla customer journey, ovvero dal percorso compiuto dall’ utente, che deciderà se acquistare il prodotto o il servizio proposto. Sia che l’ utente compia o non compia l’acquisto, grazie all’ eye tracking sarà possibile individuare dove quest’ ultimo si è maggiormente soffermato prima di effettuarlo (o prima di aver abbandonato senza finalizzarlo) per quanto tempo e quali sono le aree che lo hanno confuso o che ha ignorato. 

eye tracking_ la foto mostra un ragazzo che indossa un visore

Tipologie di eye tracker

Tutto ciò è applicabile sia ad uno spazio virtuale come un sito web, una landing page o una squeeze page, sia ad uno spazio concreto come un negozio fisico oppure un museo. Infatti, è possibile utilizzare tecnologie eye tracking e dispositivi eye tracker di diverse tipologie

  • “Indossabili” detti anche Wearable: sono tutti i dispositivi che è possibile indossare e nei quali si può integrare un eye tracker, tra cui i glasses (occhiali) e i visori per la realtà virtuale
  • Screen based: sono dispositivi indipendenti a distanza, è possibile collegarli ad un laptop oppure ad un monitor. 
  • Webcam: a differenza delle altre due precedentemente elencate, questa tipologia non funziona mediante il principio di riflessione corneale del centro della pupilla, ma sfrutta il dispositivo webcam incorporato o collegato al laptop insieme all’ausilio di un software dedicato

Perché utilizzare tecnologie eye tracking?

L’ eye tracking offre, quindi, numerose possibilità per monitorare il comportamento dell’ utente, capire ciò che funziona, attira e trattiene maggiormente la sua attenzione. Inoltre, permette di effettuare degli A/B test e andare a perfezionare le strategie di promozione e vendita utilizzate

Ad esempio, nella creazione di una landing page, grazie all’ utilizzo di software eye tracking è emerso da diversi studi quanto sia importante guidare l’ utente a compiere un’ azione sfruttando tutti gli elementi a disposizione, immagini comprese. Infatti, se l’ immagine a fianco alla CTA (Call to action) è una figura umana che con lo sguardo o con la mano indica  la CTA è più probabile che l’ utente segua il suggerimento eseguendo ciò che gli viene richiesto di fare. Tienilo a mente quando usi delle immagini, queste possono diventare un tuo valido alleato e, soprattutto, rivestire un ruolo più importante di una mera funzione decorativa. 

Servendosi dei dati raccolti attraverso i software di eye tracking, come nel caso appena visto, è possibile ottenere le cosiddette heat map o mappe di calore, strumento che ogni affiliato deve conoscere e avere nella sua cassetta degli attrezzi per migliorare i propri risultati. 

Heat map o mappe di calore: perché sono importanti? 

Le heat map, in italiano chiamate mappe di calore, sono un ulteriore strumento usato per monitorare e raccogliere dati riguardo il comportamento dell’ utente. Nello specifico, le heat map sono delle rappresentazioni grafiche in cui vengono indicate le zone più visitate e cliccate di un determinato sito web, di una landing page o una squeeze page, attraverso diverse tonalità di colori

Maggiore sarà l’ intensità del colore di determinate aree, più l’utente avrà trascorso del tempo al loro interno. Solitamente queste aree vengono indicate con il colore rosso. 

Tipologie di heat map

Occorre fare subito una distinzione delle mappe a seconda della loro funzione, le heat map si suddividono in: 

  • Hover map: le mappe che monitorano gli spostamenti del mouse all’ interno della pagina visitata.
  • Scroll map: le mappe  che indicano fino a che punto l’ utente scorre la pagina e quali aree sono le più visualizzate. 
  • Click map: mostrano dove l’ utente ha interagito all’ interno della pagina web. Ad esempio, evidenziano quando un visitatore ha cliccato su una CTA, se sono presenti più CTA, quale ha scelto, se ha cliccato sui link all’ interno della pagina, oppure sopra i contenuti propositi come video, immagini, caroselli etc. 

Mai più senza heat map!

Ti stai chiedendo perché queste mappe sono uno strumento indispensabile?

Facciamo un esempio concreto, quello dell’ affiliato professionista che si ritrova a dover creare un affiliate site e/o una landing page per la promozione di un prodotto o servizio. Magari pensa di aver fatto un buon lavoro: ha scritto dei testi accattivanti, ha inserito delle immagini di ottima qualità, entrambi in linea con gli interessi del suo target di riferimento. 

Tuttavia, per quanto le sue previsioni possano essere accurate, da sole non sono sufficienti: ha bisogno di dati in entrata che confermino o smentiscano le tue intuizioni. Ecco, quindi, che utilizzando un software per creare e implementare le heat map all’ interno del suo sito, l’ affiliato avrebbe tutte le risposte di cui ha bisogno per orientarsi verso scelte più efficaci.

A proposito di scelte, le mappe di calore sono centrali quando si tratta di eseguire A/B test: se hai bisogno di testare due landing page diverse, oppure sei indeciso su come organizzare la home page del tuo sito, usando le heat map potrai toglierti ogni dubbio. Poi, prenderai una decisione in base al comportamento e alle interazioni degli utenti interessati. 

Lo stesso discorso vale anche se non stai promuovendo ancora nessun prodotto o servizio, ma hai deciso di aprire un blog per condividere una tua passione che, successivamente, ti piacerebbe monetizzare. Utilizzare le heat map potrà fornirti ottimi spunti per capire ciò che interessa maggiormente alla tua nicchia di riferimento, così potrai potenziare e dedicare più attenzione a quei contenuti, tralasciando quelli che, invece, non sono stati capaci di generare interesse. 

I migliori tool per creare heat map 

Ora che hai capito l’ importanza delle heat map, ti starai sicuramente chiedendo quali siano i tool per crearle e implementarle nel tuo sito web. Tra i servizi migliori che puoi utilizzare, ti consiglio: 

  • Crazy Egg;
  • Hotjar;
  • Lucky Orange.

Crazy Egg

Crazy Egg è uno dei tool più apprezzati, infatti, mediante la semplice installazione di uno script sulle pagine che intendi monitorare, raccoglie  e fornisce dati davvero interessanti come:

  • Heat map: le zone più cliccate della pagina web;
  • Scroll map: le aree più visualizzate della pagina web; 
  • Confetti: ovvero da quali fonti di traffico provengono i click ricevuti. Ad ogni fonte viene assegnato un colore specifico, per questo all’ interno della pagina web vedrai molti punti colorati;
  • Overlay: cioè la percentuale di click sui link.

Crazy Egg è stato fondato da un nome importante come quello di Neil Patel e ti permette di fare un periodo di prova che dura 30 giorni alla fine del quale occorrerà sottoscrivere un piano in abbonamento

Hotjar

Hotjar è un servizio online che mette a disposizione heat map, conversion funnel e recorder. Tutti strumenti validi per capire cosa vede l’ utente e dove clicca. Proprio per la quantità di strumenti avanzati per la raccolta di dati, sarebbe meglio riferirsi a Hotjar come a una suite e non come a un singolo tool. Anche in questo caso, per poterlo utilizzare, occorre sottoscrivere un abbonamento mensile

Lucky Orange 

Lucky Orange è un’ altra alternativa valida che permette di tracciare il comportamento dell’ utente all’ interno delle proprie pagine web. Intanto, grazie alle funzionalità messe a disposizione, è possibile sapere da dove provengono i visitatori, come hanno trovato il tuo sito, quali sono le aree di maggiore interesse e dove, invece, si sono trovati in difficoltà o hanno deciso di abbandonare. Lucky Orange, inoltre, permette di ottenere le registrazioni dei comportamenti dei visitatori da rivedere in un secondo momento, le heat map e le scroll map insieme a diversi strumenti per la raccolta di dati e feeback. Grazie a Lucky Orange potrai anche implementare la funzionalità chat per rispondere ai tuoi utenti esattamente nel momento in cui loro avranno bisogno del tuo supporto. Per usufruire di Lucky Orange, dopo un periodo di prova gratuita, dovrai acquistare un piano di abbonamento mensile

eye tracking e heat map_ l'immagine mostra dei dati raccolti

Osservare il comportamento è la chiave per l’ottimizzazione

Siamo arrivati alla conclusione di questa guida dedicata all’ eye tracking e alle heat map. Spero che tu abbia compreso quanto questi strumenti siano importanti e, se usati in maniera corretta, possano fare la differenza tra un sito web capace di attrarre e convertire rispetto a uno che non è minimamente in grado di influenzare l’ utente e le sue scelte. 

Il punto centrale sul quale ti invito riflettere è proprio questo: osservare il comportamento dell’ utente, capire chi è il tuo visitatore e cosa fa quando atterra nelle tue pagine. Tra gli strumenti elencati in questa guida troverai quelli che ti permetteranno di tracciare le azioni dei visitatori e, in base a quelle, modificare i contenuti del tuo sito, migliorandoli sempre di più e plasmandoli sulle preferenze dei tuoi utenti. Ricorda: l’ osservazione è la chiave per ottimizzare le tue risorse e, di conseguenza, ottenere risultati più mirati e soddisfacenti. Non crogiolarti nei dubbi e non perdere troppo tempo a “indovinare” quali siano le scelte giuste. Verificale

Hai già utilizzato software di eye tracking oppure le heat map? Raccontami la tua esperienza e scrivimi le tue curiosità nei commenti, sarò felice di approfondire l’argomento dandoti altri consigli utili!

L'articolo Eye tracking e heat map: cosa sono e perché dovresti usarli! proviene da AffiliatePRO®.

]]>
https://www.affiliatepro.it/eye-tracking-e-heat-map-cosa-sono-e-perche-dovresti-usarli/3011/feed 0
Copywriting: impara a scrivere testi persuasivi! https://www.affiliatepro.it/copywriting-impara-a-scrivere-testi-persuasivi/2993 https://www.affiliatepro.it/copywriting-impara-a-scrivere-testi-persuasivi/2993#respond Mon, 18 May 2020 00:51:33 +0000 https://www.affiliatepro.it/?p=2993 Il copywriting è quella disciplina che riguarda la scrittura, nello specifico la scrittura persuasiva. Il copywriter, colui che padroneggia al meglio questa disciplina, è una figura fondamentale all’ interno del panorama del marketing e, ovviamente, delle affiliazioni. Oggi il suo

L'articolo Copywriting: impara a scrivere testi persuasivi! proviene da AffiliatePRO®.

]]>
Il copywriting è quella disciplina che riguarda la scrittura, nello specifico la scrittura persuasiva. Il copywriter, colui che padroneggia al meglio questa disciplina, è una figura fondamentale all’ interno del panorama del marketing e, ovviamente, delle affiliazioni. Oggi il suo ruolo è quello di scrivere testi destinati al web e alle piattaforme social, ecco perché prende anche il nome di “Digital copywriter” o “Web copywriter”. Il digital copywriter si distingue dal classico copywriter dell’ agenzia pubblicitaria che, invece, si occupa prevalentemente di redigere testi per pubblicità, comunicati stampa, oppure di creare slogan e spot per tv, radio etc. 

Non è semplice saper scrivere testi e soprattutto testi capaci di convertire: l’ uso delle parole deve essere studiato, sapientemente dosato e, soprattutto, devono essere scelte le parole giuste in relazione all’ utente e alla nicchia di riferimento.

Non si tratta di scrivere un insieme di paroloni forbiti per impressionare il cliente. Niente di più sbagliato, anzi, spesso è la semplicità ciò che riesce a conquistare. Ad ogni modo, leggendo quest’ articolo scoprirai cos’ è il copywriting, perché è importante, come scrivere testi in grado di convertire, ma anche quali sono gli errori più comuni da evitare. Partiamo! 

Chi è il copywriter? 

Il copywriter moderno, il digital o web copywriter, si distingue dal suo precedessore, il copywriter alla “Mad men”, in quanto ha necessità di apprendere non solo le tecniche di scrittura persuasiva, ma anche quelle relative alla SEO (Search Engine Optimization). Inoltre, il digital copywriter, dovrà possedere altre competenze riguardanti il web e il funzionamento dei  social media, ovvero i canali dove verranno poi condivisi i testi. Da adesso in poi mi riferirò al copywriter in questa accezione moderna. 

Come mai ho deciso di parlarti di copywriting? Perché il copywriting è una competenza basilare che ogni affiliato deve acquisire e padroneggiare. Riflettici: se devi promuovere un prodotto o un servizio, cosa usi? Le parole. Non importa che tu abbia una strategia in cui adoperi prevalentemente immagini o video, perché anche quelli andranno contestualizzati e promossi tramite le parole e lo stesso discorso vale per ogni tipologia di contenuto. Pensa proprio alla struttura di un video: insieme alle immagini, al suo interno, saranno presenti anche le parole e, affinché il video sia in grado di convertire, dovrai utilizzarle in un certo modo.  

In questo senso, ti invito a pensare al copywriter non semplicemente come ad una figura che si occupa dei testi scritti, ma come a colui che è in grado di articolare e padroneggiare le parole, in qualsiasi formato esse vengano condivise, nel modo più efficace possibile rispetto all’ audience a cui sono destinate. Il copywriter, quindi, conosce le parole, ma soprattutto sa come usarle per ottenere determinati risultati

Cos’è davvero il copywriting e perché è così importante? 

A questo punto, come definizione generale, potremmo dire che il copywriting è  la capacità di redigere testi persuasivi in grado di convertire

Grazie ai testi che scrive, il copywriter riesce a influenzare le scelte dell’ utente ed è proprio questo dettaglio significativo che differenzia il copywriting da altri tipi di scrittura. Infatti, recentemente, si parla anche di “Neuro-copywriting” o “Neuro-scrittura” per indicare quel tipo di scrittura persuasiva che si serve di conoscenze e tecniche tipiche del neuromarketing e delle scienze cognitive. 

Per produrre effettivamente un testo completo ed esaustivo non ci si può basare solo sulle tecniche di scrittura persuasiva, ma occorre avere una buona conoscenza della dinamiche di narrazione e informazione

Tecniche di copywriting_l' immagine mostra un laptop e un blocco per gli appunti

Copywriting pubblicitario vs Copywriting a risposta diretta 

Esistono principalmente due categorie di copywriting:

  • Copywriting pubblicitario: il suo scopo è quello di rafforzare la conoscenza del marchio nella testa del consumatore, quindi si utilizza principalmente per operazione di brand awarness, per la creazione di pay-off e slogan. Il pay-off è una frase breve associata al logo di un’ azienda che ha la funzione di rendere riconoscibile il brand, esplicitarne mission e valori. Il pay-off è fisso, non cambia mai, proprio perché riassume la ragion d’essere di un brand. Lo slogan, invece, cambia a seconda della campagna promozionale in atto, si tratta sempre di un testo breve, una frase ad effetto, strutturata per colpire il consumatore. Benché in tanti tendano a associare lo stesso significato a “Pay-off” e “Slogan”, è importante ricordare che si tratta di due testi differenti che necessitano di altrettanti studi e strategie diverse per la loro realizzazione. 
  • Copywriting a risposta diretta: la sua finalità è quella di generare interesse nel consumatore, guidandolo nel compiere un’ azione come lasciare il proprio contatto (operazione di lead generation) oppure effettuare l’ acquisto di un prodotto o servizio. 

È necessario sottolineare che per sfruttare le potenzialità ed i vantaggi del copywriting, massimizzandone l’efficacia, occorre integrare queste tecniche in una strategia strutturata, ad esempio all’ interno di un funnel  finalizzato all’ acquisizione di contatti e/o alla vendita. 

Ora sai cos’è il copywriting e perché è importante padroneggiare questa competenza sia per i marketer sia per gli affiliati che, come scrivo spesso, sono dei super marketer. Però, sapere cosa sia il copywriting non basta per scrivere testi performanti in grado di convertire. Quindi, sia che tu ti trovi alle prime armi, sia che abbia una certa dimestichezza con la scrittura, ti consiglio di seguire attentamente i prossimi suggerimenti per scoprire come scrivere testi  efficaci capaci di guidare l’utente a compiere un’ azione. 

Come scrivere testi che convertono 

Arrivato fino a questo punto, avrai compreso che occuparsi di copywriting non significa semplicemente saper scrivere bene. Il copywriter deve redigere testi che:

  • Informino;
  • Influenzino;
  • Persuadano;
  • Convertano.

Affinché un testo soddisfi questi obiettivi quindi, è necessario seguire degli accorgimenti strategici. Ovviamente, non esiste una formula specifica che sia perfetta per ogni prodotto, servizio e soprattutto per ogni utente, ma esiste un metodo con il quale approcciarsi e iniziare a produrre un testo. 

Certo, a seconda della tipologia di contenuto il testo cambierà, sarà diverso se dovrai scrivere il copy per una landing page oppure per una squeeze page, un pay-off o un articolo informativo. Allo stesso tempo, il testo subirà delle variazioni anche in base al canale al quale è destinato. Tuttavia, queste indicazioni, proprio come una bussola, ti aiuteranno ad orientarti e a seguire uno schema per avvicinarti sempre di più agli obiettivi che ti sei prefissato. Vediamoli insieme!

Conosci la tua nicchia

 Per scrivere testi capaci di convertire è necessario conoscere il destinatario. Questo perché ogni nicchia ha un proprio linguaggio, utilizza un gergo e non sarà altrettanto reattiva verso un contenuto che non rispecchi tali caratteristiche. Usare un linguaggio estraneo alla nicchia impedirà l’ innescarsi di un rapporto di fiducia (o renderà il processo molto più lungo e difficile) e di conseguenza la conversione non avrà buone possibilità di riuscita. Una tecnica efficace per intercettare e mantenere l’ interesse di un target specifico è quella di avvalersi degli angles

Scrivi titoli d’ impatto

Scrivi titoli eccellenti e sarai a metà dell’opera: su come scrivere un titolo occorrerebbe redigere un altro articolo a parte. Il titolo (o headline) riveste un’ importanza davvero fondamentale, è ciò che riesce (o non riesce) a catturare l’ attenzione dell’ utente, ad ancorarlo e fargli proseguire la lettura. Ti consiglio di scrivere titoli che diano effettivamente una ragione all’utente per fermarsi e leggere ciò che gli proponi. Cerca di immaginare quali potrebbero essere le sue necessità, quale domanda (conscia oppure latente) ha nella sua testa e, già all’interno del titolo, comunicagli che tu puoi fornire la risposta alla sua domanda. Incuriosiscilo. Catturalo. Puoi usare espressioni come: “Finalmente”, “Ecco”, “Ora”, ma anche formule: “Come fare per…”, “La soluzione a…” etc. A seconda della nicchia scelta ovviamente dovrai studiare delle formule personalizzate

Approfondisci nel body

Presta attenzione al body: costituisce il corpo del testo, il ponte tra il titolo e la CTA (Call to action). È la parte del testo in cui si entra nel vivo, qui hai l’ occasione di convincere (e convertire) l’ utente che ha deciso di dedicarti la sua attenzione. Non sprecare questa opportunità! Se nel titolo accenni alla possibilità di risolvere un determinato problema, parlane nel body, approfondisci la questione, soprattutto offri la soluzione (se sono più di una spiega le differenze) ricorda di sottolinearne i vantaggi, magari proponendo un’ offerta. Infine, supporta la tua tesi con dati, testimonianze e tutto ciò che può rassicurare chi sta leggendo il tuo testo. 

Inserisci una chiara CTA

Non dimenticarti la CTA: purtroppo scordare la CTA è un errore molto comune. L’ utente arriva alla fine del testo e si chiede: “Adesso cosa devo fare?”. La CTA è letteralmente la chiamata all’azione, comunica all’utente qual è l’azione che deve compiere. Mi raccomando, ricorda di inserire almeno una CTA. Ti sconsiglio di inserirne troppe. L’ ideale sarebbe all’ incirca due, magari una all’ inizio e una alla fine. Altrimenti va bene un’ unica CTA chiara ed immediata alla fine del testo. Tieni a mente che una CTA indica un ordine, non un invito generico. Utilizza quindi l’ imperativo presente (che spinge ad effettuare un’ azione) e dai del tu alla persona alla quale ti stai riferendo. Esempi di CTA efficaci, sono: “Aggiungi al carrello”, “Compra ora”, “Registrati”, “Iscriviti”, etc. 

Adesso hai un metodo da applicare per scrivere i tuoi testi, ma prima di mettere le dita sulla tastiera, leggi i prossimi accorgimenti!

copywriter_la foto mostra un copywriter che scrive nel suo laptop

Qualche parola sulla SEO

La SEO, data la complessità dell’argomento, merita, senza dubbio, un discorso a sé. Tuttavia, soprattutto se scrivi articoli per un blog, dovresti acquisire almeno le conoscenze di base per redigere testi che rispettino i requisiti premiati da Google.

Applica questi consigli:

  • Usa correttamente i tag: h1 per il titolo, h2 per i titoli dei paragrafi, h3 per i titoli dei sotto-paragrafi etc;
  • Utilizza i meta tag
  • Non riempire inutilmente il tuo testo di parole chiave che non abbiamo anche una funzione narrativa (oltre che di posizionamento). Usale in modo naturale, integrandole coerentemente nel testo, senza esagerare e dare vita a testi semanticamente scorretti oppure ripetitivi;
  • Gli elenchi puntati e numerati sono dei validi alleati per arricchire il tuo testo;
  • Grassetto corsivo e sottolineato vanno utilizzati in maniera corretta e coerente, secondo la loro funzione originale; 
  • Rinomina le immagini utilizzando le parole chiave e compila il campo del testo alternativo;
  • Integra nel testo link interni ed esterni coerenti con l’argomento trattato. Anche in questo caso ti consiglio di usare solo quelli necessari. 

Credenze sbagliate e errori da evitare 

Intorno al copywriting ruotano numerose leggende e credenze errate. Ecco una lista delle più comuni: 

  • Per fare il copywriter l’ importante è saper scrivere bene e conoscere la grammatica italiana;
  • Per scrivere un testo efficace è necessario usare un linguaggio forbito,  in modo da impressionare il lettore; 
  • Un testo strutturato utilizzando le tecniche di persuasione avrà lo stesso effetto e la medesima efficacia su ogni nicchia; 
  • Affinché l’ utente compia l’ azione suggerita occorre inserire nel testo tante CTA; 
  • Per convertire l’ utente non è necessario inserire una CTA, sono sufficienti l’ headline e il body.

Perché conoscere le tecniche di copywriting? 

Conoscere le tecniche per scrivere un testo corretto, insieme agli errori da evitare, ti aiuterà non solo a redigere testi migliori, ma anche a capire quando ti trovi davanti ad un testo efficace e ad un copywriter competente, nel caso decida di affidarti ad un professionista esterno o a comperare un testo da una market place. 

Infine, come ultimo consiglio, a parte il classico: “Leggi tanto”, ti suggerisco di osservare gli annunci e i testi che catturano la tua attenzione, scopri  perché ti hanno colpito e quali leve sono state utilizzate. Ricordati: scrivi e sperimenta in prima persona le tecniche di cui ti ho parlato, raccogli i feedback, capisci ciò che funziona meglio per la tua nicchia e potenzialo. Come uno sculture, scolpisci la pietra e tira fuori, piano piano, la tua opera d’arte. 

Una volta che avrai imparato e padroneggerai le nozioni fondamentali del copywriting, allora potrai delegare ad un professionista la stesura dei testi, nel caso non volessi più occupartene in prima persona. La scrittura persuasiva è una pratica potente e affascinante, tuttavia, a volte può spaventare, soprattutto se non si è abituati a  scrivere spesso. Come tutte le competenze, però, sappi che può essere appresa e affinata tramite la pratica costante. 

Qual è la tua esperienza con il copywriting? Sai scrivere testi perfomanti per valorizzare e promuovere i contenuti oppure ti affidi ad un professionista esterno? Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti e sarò pronto a confidarti altri suggerimenti per migliorare i tuoi testi! 

L'articolo Copywriting: impara a scrivere testi persuasivi! proviene da AffiliatePRO®.

]]>
https://www.affiliatepro.it/copywriting-impara-a-scrivere-testi-persuasivi/2993/feed 0
Neuromarketing: guida ai contenuti che convertono! https://www.affiliatepro.it/neuromarketing-guida-ai-contenuti-che-convertono/2960 https://www.affiliatepro.it/neuromarketing-guida-ai-contenuti-che-convertono/2960#respond Thu, 07 May 2020 17:35:24 +0000 https://www.affiliatepro.it/?p=2960 Con il termine “neuromarketing” si indica l’insieme di tutte quelle tecniche legate alle neuroscienze (nelle specifico le neuroscienze della decisione) applicate al marketing. Parafrasando il suo fondatore che introdusse questa disciplina nel 2002, Ale Smidts, direttore del RSM’s (Rotterdam School

L'articolo Neuromarketing: guida ai contenuti che convertono! proviene da AffiliatePRO®.

]]>
Con il termine “neuromarketing” si indica l’insieme di tutte quelle tecniche legate alle neuroscienze (nelle specifico le neuroscienze della decisione) applicate al marketing. Parafrasando il suo fondatore che introdusse questa disciplina nel 2002, Ale Smidts, direttore del RSM’s (Rotterdam School of Management) Erasmus Center for Neuroeconomics, il neuromarketing comprende le tecniche di identificazione dei meccanismi celebrali orientate a comprendere meglio il comportamento del consumatore e quindi aiuta a strutturare strategie di marketing più efficaci e performanti.

Personalmente mi piace definire il neuromarketing come il punto d’incontro tra le neuroscienze e il marketing. L’unione di due discipline che, combinante insieme, permettono di raggiungere risultati eccezionali.

Perché ho deciso di parlarti di neuromarketing? Se lavori con le affiliazioni o ti appresti a farlo in modo professionale (e non da opportunity seeker), dovrai individuare una nicchia su cui concentrarti e per cui creare contenuti.

Tuttavia, ti sarai accorto tu stesso che viviamo in un’ era dove siamo letteralmente bombardati da contenuti di ogni genere: pubblicità tradizionale, paid advertising sui social media, insomma siamo esposti ad una quantità di contenuti senza precedenti, tra cui anche quelli non pubblicitari. In questo clima di saturazione del contenuto, sicuramente è più difficile guadagnare l’attenzione dell’utente che è sempre più frammentaria. Sono tantissimi i marketer, gli affiliati e i content creator che ogni giorno si interrogano su domande come:

“Perché questo contenuto ha funzionato e l’altro no?”

“Con la mia ultima campagna ho raggiunto un tasso di conversione maggiore, perché?”

“Il post condiviso su Facebook ha ottenuto 20.000 like, come posso replicare?”

Premettendo che i like sono una vanity metric ai quali non per forza seguono delle conversioni, sappi che con questa guida ti aiuterò a comprendere cos’è il neuromarketing, quali sono i suoi vantaggi, inoltre, ti mostrerò come implementarlo per creare contenuti in grado di convertire e ti suggerirò l’utilizzo di alcuni tool indispensabili per migliorare le tue performance. Cosa stiamo aspettando? Cominciamo subito!

Scopi e vantaggi del neuromarketing

Uno degli scopi principali del marketing è, attraverso lo studio e la messa in atto di determinate strategie e ricerche di mercato, quello di suscitare una certa reazione e/o azione nel consumatore. Potrebbe trattarsi di aumentare la conoscenza e l’attaccamento ad un brand (operazione di brand awareness), oppure, un altro obiettivo, spingere l’utente a compiere un’azione come lasciare il proprio contatto (lead generation), o ancora, acquistare un prodotto/servizio. Ciò significa non solo attirare l’utente, ma convertirlo da visitatore a cliente o potenziale tale.

Però, come ti ho già anticipato, attirare un potenziale consumatore non è così facile come sembra, soprattutto perché quest’ultimo si ritrova ad essere bombardato da una tonnellata di contenuti pubblicitari e ha una soglia dell’attenzione sempre più scarsa. Ecco, il neuromarketing potrebbe giocare un ruolo fondamentale per studiare, comprendere meglio i processi decisionali che intervengono quando l’utente decide di compiere un acquisto (o quando si verifica una conversione di qualsiasi tipo) e questo permetterebbe di strutturare strategie molto più mirate ed efficaci.

Come ha sottolineato Gerald Zaltman, professore presso la Harvard Business School, dando un contributo decisivo al neuromarketing, l’attività inconscia della mente ha un’importanza fondamentale nell’ influenzare i processi decisionali di ognuno di noi, compresi quelli dell’utente che vuoi convertire! Nonostante si tratti di un’attività inconsapevole, secondo Zaltaman, condiziona il 95% delle decisioni di consumo che quindi non si basano per la maggior parte su ragionamenti logici e razionali, come siamo portati a pensare, ma su processi irrazionali legati a emozioni di cui siamo consapevoli in minima parte.

In poche parole: potrai fornire al tuo potenziale cliente una caterva di motivi razionali e spiegargli perché acquistare il prodotto/servizio che gli stai proponendo, ma sarà molto più semplice convertirlo se riuscirai a fare leva anche sulle sue emozioni.

Il neuromarketing, quindi, ha lo scopo di indagare e fare luce su questi processi sottesi così importanti, ma allo stesso tempo così poco noti. Grazie agli studi, alle tecnologie, ai software di cui ti parlerò più avanti e ai risultati raggiunti, il neuromarketing si pone l’obiettivo di scavare e conoscere più da vicino le aree del cervello e i processi inconsapevoli che si attivano quando l’utente viene sottoposto ad un determinato stimolo detto anche “trigger”. Laddove i tradizionali metodi di ricerca spesso falliscono, come ad esempio i questionari per le ricerche di mercato in cui l’intervistato non sempre risponde con ciò che pensa realmente, sia per motivi di vergogna che legati alla riprova sociale, il neuromarketing, invece, potrebbe riuscire a fare chiarezza.

Razionalità o emozioni? La foto mostra un cervello e un cuore

Siamo macchine emotive che pensano

Esiste un motivo per cui presso i concessionari auto, oltre a illustrati le caratteristiche della vettura che ti piacerebbe acquistare, insistono per farti provare l’automobile, spingendoti anche a fare un giro di prova: in quel momento il tuo cervello mette in atto tutta una serie di meccanismi che suscitano in te determinate sensazioni. È come se già ti sentissi il proprietario dell’auto, provi delle emozioni piacevoli e, se l’esperienza alla guida è stata all’ altezza delle tue aspettative, sarai molto più predisposto all’ acquisto.

Un esempio di come la prova di un determinato servizio possa spingere l’utente all’ acquisto, è rappresentato dal caso di Spotify: la famosa piattaforma di streaming musicale permette di fare una prova di 30 giorni prima di far sottoscrivere all’ utente un abbonamento mensile per continuare a fruire del servizio.

Il nostro cervello non ama il momento del pagamento, è risaputo che al momento di sborsare, secondo recenti studi, si attivano delle aree legate al dolore, paragonabili quasi alle sensazioni che proviamo quando subiamo un pizzico, potremmo definirlo un fastidio doloroso. Attenzione però: non si tratta di un fastidio direttamente proporzionale al prezzo (non è che se il prezzo è più alto soffriamo di più), ma è legato alla percezione del valore di ciò che stiamo acquistando. Se percepiamo un equilibrio tra prezzo e valore (il prezzo è giustificato dal vantaggio dell’acquisto) allora siamo predisposti a comprare. Diversamente, se percepiamo un prezzo spropositato in relazione al prodotto/servizio e ai benefici che potremmo ricavarne, non saremmo disposti a pagare e a finalizzare l’acquisto.

Spotify concede al consumatore di fare un prova del servizio sperando che questo lo porti innanzitutto ad abituarsi ad un’esperienza di fruizione musicale altamente soddisfacente e, considerando che bastano 21/30 giorni per instaurare una nuova abitudine, secondo te, cosa succederà se l’utente si abituerà ad ascoltare musica in modo semplice, veloce e soddisfacente? Esatto, sottoscriverà l’abbonamento, perché giudicherà il prezzo corretto, equo rispetto al servizio: il servizio vale il prezzo da pagare!

Interessante, non è vero?! Se anche tu utilizzi Spotify, riflettici. Ma perché le emozioni sono così cruciali nel determinare gli acquisiti? Come sottolinea Antonio Damasio:

“Non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano”.  

Conosci te stesso e capirai il tuo cliente  

Gli esseri umani sono individui particolari, pensaci un attimo: siamo in grado di andare sulla luna, ma quando si tratta di rapportarci gli uni con gli altri è come se dimenticassimo le nozioni di base che ci caratterizzano e ci rendono quelli che siamo.

“Conosci te stesso” diceva Socrate e, a distanza di migliaia di anni, ritengo che questo sia ancora uno dei consigli più utili che tu possa ricevere per strutturare una strategia di comunicazione performante. Per quanto ogni essere umano sia diverso, esistono delle caratteristiche che accomunano tutti quanti e hanno determinato l’evoluzione della specie e la sua sopravvivenza.

Ogni essere umano ricerca il piacere e rifugge il dolore: è così che la nostra specie è riuscita a prosperare e sono questi due principi a guidarci nel corso delle vita intera, più o meno consapevolmente. Inoltre, per soddisfare il piacere, rispondiamo e siamo sensibili ad una serie di bisogni, alcuni inconsci, altri manifesti,  ben schematizzati nella famosa piramide di Maslow, tra cui:

  • Bisogni fisiologici (respiro, alimentazione, sesso, sonno, omeostasi);
  • Bisogni legati alla sicurezza (sicurezza fisica di occupazione, morale, familiare, di salute, di proprietà);
  • Bisogni di appartenenza (amicizia, affetto familiare, intimità sessuale);
  • Bisogni di stima (autostima, autocontrollo, realizzazione, rispetto reciproco);
  • Bisogni legati all’ autorealizzazione (moralità, creatività, spontaneità, problem solving, accettazione, assenza di pregiudizi).

La necessità di soddisfare tali bisogni spinge un utente ad agire. Fai attenzione a queste osservazioni perché, se riuscirai a implementare le conoscenze di neurormaketing all’ interno dei tuoi contenuti, potrai non solo distinguerti dalla massa, ma anche avere la possibilità di creare contenuti che siano davvero interessanti, di valore e in grado di convertire. Non sai da dove iniziare? Segui i miei consigli pratici!

Come funziona il cervello? La foto mostra la foto di un cervello e di una scala

Neuro-social marketing: crea contenuti che convertono

Le tecniche di neuromarketing vengono spesso implementate nelle strategie di content e social media marketing: si parla, infatti, di neuro-social marketing e neuro-copywriting. Questo perché data la grande competitività per conquistare l’attenzione dell’utente, i marketer e gli affiliati oggi devono saper sfruttare ogni tecnica a disposizione. Prima di continuare però occorre fare una precisazione: non sto per svelarti la formula magica che ti permetterà di condividere contenuti che genereranno milioni di conversioni. Ti sto indicano un percorso da seguire affinché tu stesso, grazie alle tue competenze e alle tecniche di neuromarketing che sto per consigliarti, possa trovare la tua formula magica e quella che funziona maggiormente per la tua nicchia.

La ricerca della nicchia è un punto fondamentale che distingue l’affiliato professionista, capace di strutturare asset a lungo termine, dall’ opportunity seeker. Trovare la tua nicchia e riuscire ad importi come leader di settore ti consentirà di adattare le tecniche di neuromarketing e neuro-social marketing al tuo target per poterne sfruttare al massimo le potenzialità.

Segui i miei 9 consigli per migliorare i tuoi contenuti

  • Conosci la tua nicchia: dedica del tempo alla costruzione delle buyer-personas che compongono la tua nicchia. Non sottovalutare questo passaggio e compila una descrizione più accurata possibile partendo dai dati biografici, passando per gli interessi, fino all’ istruzione e al lavoro che svolgono le persone che vuoi raggiungere con i tuoi contenuti. Non sai come ottenere questi dati? Consulta le statistiche di Google Analytics e ricorda di implementare il Pixel di Facebook per tracciare i comportamenti delle persone che interagiranno con i contenuti del tuo sito web.
  • Semplicità è la parola d’ordine: uno degli errori più comuni degli affiliati è quello di disseminare letteralmente i propri canali promozionali, come il sito web, di banner, link e avvisi di ogni genere. Niente di più sbagliato! Rischi che l’utente abbandoni il tuo sito o le tue pagine e i tuoi profili social senza compiere nessuna azione, anzi, sentendosi braccato e infastidito. Scegli un solo metodo di promozione (ad esempio i text link da spargere all’ interno di un pubbliredazionale) e fai dei test per poi selezionare il più efficace.
  • Mantieni le promesse: un potenziale cliente arriva nel tuo sito web e nei tuoi canali social con un bisogno da soddisfare o una problematica e pensa di poterla risolvere sulla base di ciò che hai scritto o detto. A questo punto, nei tuoi canali, dovrebbe davvero trovare la soluzione che sta cercando. Non ingannare l’utente utilizzando parole chiave incoerenti e frasi ad effetto per “ancorarlo” e attrarre unicamente visite. Ricorda, un utente che si sente “tradito” o insoddisfatto non solo non è ben propenso alla conversione, ma stai pur certo che non visiterà più né il tuo sito né i tuoi social media.
  • Racconta una storia originale, la tua: il nostro cervello è naturalmente preconfigurato per ascoltare storie, ma le copie annoiano. Per questo motivo ti consiglio di non scopiazzare in giro ma, sia che tu decida di parlare di una tua passione,  sponsorizzare un prodotto o vendere un servizio, fallo mettendoci la faccia, raccontando la tua reale esperienza e il perché abbia deciso di promuoverlo.

Inoltre, se vuoi veramente migliorare le performance dei tuoi contenuti:

  • Sfrutta la riprova sociale a tuo vantaggio, metti in evidenza uno spazio dove inserire le recensioni dei tuoi clienti. Non dimenticare gli altri principi di persuasione descritti da Robert Cialdini: reciprocità, impegno e coerenza, simpatia, autorità, scarsità.
  • Condividi contenuti endo-friendly: quando ti diverti il tuo cervello rilascia endorfine e ciò aumenta l’intimità e l’affezione verso un determinato brand. Perché grandi aziende dell’intrattenimento come Netflix hanno implementato nella loro strategia di contenuti i meme e altri post dai toni scherzosi e divertenti, soprattutto su Instagram? Proprio per questo motivo.
  • Utilizza software e tool di Eye tracking e Heat mapping.  

Soprattutto, ricorda:

  • Dai valore, prima di chiedere o pretendere qualcosa da un tuo potenziale cliente.  
  • Non sottovalutare l’etica , persuadere non significa manipolare. Potrai anche riuscire a  “fregare” l’utente una volta, ma poi?! Lo perderesti definitivamente. Invece, è molto più semplice e meno dispendioso (oltre che eticamente corretto) riuscire a riconvertire un utente già precedentemente convertito e soddisfatto, trasformandolo in quello che Kevin Kelly definirebbe un “True Fan”. Meglio avere 10 clienti che convertono e sono disposti ad effettuare un’azione suggerita da te, che sia la generazione di un nuovo contatto o l’effettuazione di un acquisto, piuttosto che 100.000 potenziali clienti che navigano sul tuo sito web o curiosano tra i tuoi canali social, magari lasciando qualche like, ma senza  compiere nessuna azione.  
neuromarketing_la foto mostra il disegno di un cervello

Neuromarketing: software e metodologie

Il neuromarketing per raggiungere gli scopi di cui ti ho parlato durante l’articolo utilizza strumenti e metodologie avanzate come:

  • L’ eeg, elettroencefalogramma;
  • La fMRI , risonanza elettromagnetica funzionale;
  • La MEG, magnetoencefalografia;
  • Software e tool di Eye tracking che tracciano il movimento dello sguardo;
  • Software e tool di Heat mapping grazie ai quali capire, mediante rappresentazioni grafiche, dove l’utente focalizza l’attenzione all’ interno di un determinato sito web, evidenziandone il comportamento.

I limiti del neuromarketing

Naturalmente essendo una disciplina relativamente recente, il neuromarketing presenta dei limiti. La scelta migliore parrebbe essere quella che prevede l’integrazione di tali tecniche innovative con i sistemi tradizionali di ricerca di mercato, come sondaggi, questionari etc.

Ciò di cui possiamo essere certi è che sappiamo ancora troppo poco del cervello umano. Molte persone hanno mosso delle critiche al neuromarketing sostenendo che la conoscenza approfondita delle dinamiche celebrali inconsce permetterebbe quasi di approfittarsi dell’utente, strutturando strategie eccessivamente performanti. Allo stesso tempo, i neuromarketer si difendono affermando che capire quali strategie di comunicazione e quali pubblicità funzionano davvero consentirebbe una significativa riduzione di tutti gli spot e dei contenuti che, invece di rispondere alle esigenze dell’utente, lo infastidiscono  senza portagli alcun beneficio.

Se vuoi il mio parere, ho deciso di darti altri tre consigli come bonus extra, perché si tratta di un argomento a cui tengo particolarmente:

  • Osserva: guarda cosa fanno i brand, osserva te stesso e tutte le volte che hai acquistato qualcosa. Chiediti il perché di un acquisto. Scopri quali sono state le leve che ti hanno spinto a compiere un’ azione.
  • Usa queste tecniche responsabilmente: ricorda di mettere sempre in primo piano l’etica e il valore che puoi trasmettere ad un utente e, solo in un secondo momento, pensa al tuo tornaconto. Se l’utente percepirà il valore dei tuoi contenuti, ti assicuro che non tarderà a ricompensarti (vedi il principio di reciprocità di Cialdini).
  • Effettua continui test: come ho già sottolineato, non esistono formule magiche e il neuromarketing, per quanto efficiente, è ancora agli inizi. Quindi, testa tu stesso sul campo ciò che funziona, agisci, sporcati le mani, leggi i dati di  Google Analytics, gli insights di Facebook o quelli delle altre piattaforme che sceglierai. Sfrutta tutto ciò per migliorare le performance dei tuoi contenuti e delle campagne pubblicitarie, sperimentando nuovi angles, fino a trovare la formula che funziona maggiormente per la tua nicchia.

Infine, divertiti! Può sembrare una banale, ma se la tua audience non percepirà in primis il tuo sincero entusiasmo verso un argomento, un prodotto, un servizio, difficilmente si appassionerà a sua volta.

Spero che questa guida ti sia piaciuta, se vuoi saperne di più o sei hai dei dubbi su come implementare queste tecniche nei tuoi contenuti, lasciami un commento qui sotto e sarò felice di risponderti, condividendo dritte e consigli pratici legati al neuromarketing!

L'articolo Neuromarketing: guida ai contenuti che convertono! proviene da AffiliatePRO®.

]]>
https://www.affiliatepro.it/neuromarketing-guida-ai-contenuti-che-convertono/2960/feed 0
Google Tag Manager: cos’è e perché è importante https://www.affiliatepro.it/google-tag-manager-cose-e-perche-e-importante/2893 https://www.affiliatepro.it/google-tag-manager-cose-e-perche-e-importante/2893#respond Wed, 29 Apr 2020 10:08:55 +0000 https://www.affiliatepro.it/?p=2893 Google Tag Manager è uno strumento gratuito, messo a disposizione da Google, per la gestione dei tag. Grazie alle sue funzionalità, è possibile integrare e aggiornare sul tuo sito web o nelle app per dispositivi mobile, i codici di monitoraggio

L'articolo Google Tag Manager: cos’è e perché è importante proviene da AffiliatePRO®.

]]>
Google Tag Manager è uno strumento gratuito, messo a disposizione da Google, per la gestione dei tag. Grazie alle sue funzionalità, è possibile integrare e aggiornare sul tuo sito web o nelle app per dispositivi mobile, i codici di monitoraggio e i relativi frammenti di codice, comunemente denominati Tag”, con estrema facilità.

Rientra sicuramente tra i tool preferiti da marketer e affiliati, infatti, se anche tu fai parte di queste categorie, Google Tag Manager (GTM) è uno di quegli strumenti che non possono mancare nella tua cassetta degli attrezzi.

Se già lavori nel marketing, saprai quante figure professionali sono necessarie per la creazione di campagne pubblicitarie volte alla vendita di un prodotto o servizio. Non solo la  vendita, ma anche la promozione tramite i vari canali comunicativi scelti, che siano quelli tradizionali oppure i social media, richiede l’impegno di vari professionisti, con diverse skill.

Come mi capita spesso di ripetere, un affiliato non è solo un marketer, è un super marketer e deve sia imparare che saper gestire competenze molto differenti tra loro: copywriting, SEO e native advertising, tanto per citare qualche esempio. Sarebbe meglio che ogni affiliato masticasse almeno le basi di HTML insieme a qualche altra nozione di programmazione. Tuttavia, esistono dei tool che possono aiutare gli affiliati che non possiedono tali competenze oppure in generale, anche coloro che le possiedono, ma utilizzando questi strumenti, risparmiano parecchio del loro tempo.

Tra questi tool rientra, senza dubbio, Google Tag Manager.

Se non sai come cominciare a muoverti per installare Google Tag Manager e usufruire dei suoi vantaggi, non ti preoccupare perché dopo aver letto la guida che ho preparato per te, sarai pronto a mettere in pratica i miei consigli e sfruttare questo strumento. Iniziamo!

A cosa serve Google Tag Manager?  

Google Tag Manager, come ti ho già anticipato, è un sistema di gestione tag (Tag Management System) messo a disposizione da Google: ma cos’è un sistema di gestione e, soprattutto, cos’è un tag?

Per “Sistema di gestione” si intende uno strumento grazie al quale poter distribuire e gestire diversi tag come, ad esempio, quelli relativi ai tool di analisi e monitoraggio riguardanti le visite e le azioni che gli utenti effettuano su un sito web oppure su un’ app mobile. Nel concreto, quindi, Google Tag Manager non è altro che una piattaforma di gestione degli script di tracking che ti permetterà di aggiungere un tag di tracciamento, senza doverlo inserire manualmente all’ interno del codice HTML del sito o dell’ app.

Forse, ti starai chiedendo come mai utilizzare Google Tag Manager se è possibile inserire i tag manualmente all’ interno del codice. La risposta è molto semplice ed è legata ad un consistente risparmio in termini di risorse, come tempo  impiegato e professionisti da coinvolgere nel caso tu non masticassi rudimenti di programmazione. Inoltre, Google Tag Manager ti permetterà di ridurre significativamente la possibilità di commettere errori: poniamo il fatto che tu debba inserire più tag all’ interno del codice e, di volta in volta, aggiungerne o toglierne qualcuno. Oltre ad un dispendio di tempo ed energie, questo procedimento potrebbe dare adito ad errori che impedirebbero il corretto funzionamento dei tag. Prima di procedere oltre però, facciamo un passo indietro e vediamo cos’è un tag e qual è la sua funzione.

Programmatore che scrive codice

Cos’è un Tag?

Un tag è quella porzione di codice, o script, che, una volta installato nei siti web o nelle app,  ha lo scopo principale di mandare informazioni riguardanti il sito ad applicazioni di terze parti, ad esempio a Google Analytics, Adwords, Facebook, etc. Un tag è quindi un elemento di tracciamento.

Ora, è importante chiarire quali tipologie di informazioni vengono inviate da parte del tag e perché sono importanti: si tratta di tutti quei dati che tracciano, appunto, il comportamento dell’utente una volta che questo atterra e utilizza il sito web o l’ app che possiedi e/o gestisci.

Se hai letto le precedenti guide, sai già quanto sia importante conoscere il comportamento degli utenti per le operazioni di remarketing e retargeting. Gli strumenti come Google Analytics o il Pixel di Facebook sono centrali per migliorare le tue performance: ecco perché non puoi fare a meno di integrare i loro tag all’ interno del tuo sito.

Compreso il ruolo dei tag e il perché occorre implementarli, il prossimo step è capire come farlo, hai principalmente due opzioni:

  • Copiandoli e incollandoli manualmente, mettendo mano al codice del sito web.
  • Utilizzando Google Tag Manager.

Soprattutto se non hai familiarità con il codice HTML e con i rudimenti della programmazione informatica ti sconsiglio la prima opzione, a maggior ragione se si tratta di più tag, un semplice errore, come dimenticare di inserire una parentesi di chiusura del tag, potrebbe causarne il mal funzionamento.

Vediamo, invece, come funziona Google Tag Manager e come creare un account per iniziare a usarlo.

Come funziona Google Tag Manager

Lo scopo principale di Google Tag Manager è quello di creare e gestire i tag da implementare nei siti web o nelle app mobile, ma come funziona nel concreto? Qual è il procedimento da seguire?

Grazie ad un’ interfaccia facile e intuitiva avrai a disposizione tutte le opzioni che ti permetteranno di controllare i tag. Per quanto riguarda la sua struttura, i principali componenti di ogni account Google Tag Manager sono:

  • Tag contenitore;
  • Tag;
  • Attivatori;
  • Variabili.                                                          

Esaminiamo insieme ogni componente principale, partendo proprio dalla creazione dell’ account.

Come creare un account Google Tag Manager

Se vuoi usare Google Tag Manager e beneficiare dei suoi vantaggi, il primo step è quello di creare un account gratuito: se non possiedi un account Google ti consiglio di crearlo, altrimenti se già ne possiedi uno, procedi in questo modo:

  • Vai alla home page di Google Tag Manager, clicca su “Registrati” . Se possiedi già un account, ti basterà cliccare in alto a destra, inserire le tue credenziali e loggarti.
  • Clicca in alto a destra “Crea account”.
  • Ora, come puoi notare dall’ interfaccia, ci sono vari campi da riempire come: il nome dell’account ( ad esempio puoi dargli il nome della tua società), il paese, l’ URL del tuo sito web e, infine, dove utilizzerai il contenitore. Tra le opzioni puoi trovare: Web, iOS, Android, AMP (Accelerated Mobile Pages).
  • Nel caso tu voglia installare Google Tag Manager nel tuo sito web, seleziona “Web”, clicca su “Crea” e accetta le condizioni del servizio.
  • Completati gli step elencati, dovresti ottenere il codice per l’installazione del tag contenitore di Google Tag Manager.

Come installare il tag contenitore

Per il corretto funzionamento di Google Tag Manager occorre installare il contenitore. Ogni contenitore contiene i tag di monitoraggio e i valori di configurazione da utilizzare sul sito o sull’ app. Puoi creare un tag contenitore specifico per ogni sito web o app che possiedi e/o gestisci. Ciascun tag contenitore viene identificato in modo univoco tramite il proprio ID.

Il tag contenitore è formato, nello specifico, da due parti di codice: la prima va posizionata quanto più in alto possibile all’ interno della sezione <head> del tuo sito, mentre la seconda subito dopo il tag <body>. Lo so, occorre mettere fisicamente mano al codice per l’installazione del contenitore. Se possiedi qualche rudimento di programmazione puoi farlo tranquillamente tu, se, invece, sei proprio a digiuno, ti consiglio di rivolgerti al tuo programmatore di fiducia, oppure, se compreso nel servizio hosting che hai sottoscritto per il tuo sito, all’ assistenza clienti.

Ricordati, affinché l’ installazione avvenga correttamente, è necessario che entrambe le parti di codice del tag contenitore vengano inserite all’ interno di tutte le pagine del sito su cui desideri che Google Tag Manager sia abilitato.

Tag e modelli

Bene, arrivato a questo punto, potrai creare e implementare tutti i tag di cui hai bisogno, senza dover toccare il codice, scegliendo diverse opzioni tra i modelli predefiniti messi a disposizione, come:

  • Google Analytics
  • Monitoraggio delle conversioni Google Ads
  • Remarketing Google Ads
  • Contatore Floodlight
  • Vendite Flodlight
  • Linker conversioni
  • Google Optimize

Nel caso volessi creare un tag personalizzato, non presente nell’ elenco, ti basterà utilizzare il tag “HTML personalizzato” .

Grazie ai modelli è facile creare un tag per il tuo sito, specialmente se si tratta di un tag di terze parti, come quello relativo al pixel di Facebook, perché per renderlo attivo dovrai semplicemente scegliere il modello e compilare il form.

Quindi, per creare un nuovo tag:

  • Vai nell’ area lavoro e posiziona il cursore sopra “tag”;
  • Clicca su “Nuovo”;
  • Successivamente clicca su “Configurazione tag” ;
  • Visualizza i modelli predefiniti e scegli quello che ti serve;
  • Compila il form e procedi con la configurazione.

Attenzione però, configurare un tag non è una condizione sufficiente affinché questo funzioni. È il momento di introdurre altri due elementi chiave: gli attivatori e le variabili.

Cos’è un attivatore?

Un attivatore rappresenta una condizione che deve essere soddisfatta affinché un tag si attivi. Ogni attivatore è associato ad un determinato tag e la sua funzione è quella di indicare dove e quando verranno eseguite le istruzioni contenute nel tag. Se una data condizione dell’attivatore, decisa a priori da te, viene soddisfatta, allora il tag si attiva, ad esempio: “Se l’utente clicca questo link, allora…”

Gli attivatori, quindi, stabiliscono:

  • Quando un tag deve o non deve essere eseguito.
  • Dove un tag deve o non deve essere attivato.
  • Ciò che deve fare il tag.

Si possono distinguere due tipologie di attivatori:

  • Attivatori di attivazione che attivano il tag quando la condizione di attivazione viene soddisfatta.
  • Attivatori di blocco che, invece, impediscono al tag di attivarsi al verificarsi di una condizione.

Cosa sono le variabili?

Le variabili sono gli elementi in cui è contenuto il valore necessario per attivare il tag. In Google Tag Manager esistono due tipologie di variabili:

  • Variabili integrate: si tratta delle variabili predefinite in ogni contenitore che servono per creare tag e attivatori maggiormente utilizzati. Per farle funzionare è sufficiente abilitarle.
  • Variabili definite dall’ utente: sono le variabili che puoi creare tu, a seconda delle tue esigenze.

Come attivare le variabili integrate

Attivare una variabile integrata è semplicissimo:

  • Vai nella home page di Google Tag Manager e clicca “Variabili”;
  • Fai clic su “Configura”;
  • Scegli e seleziona la variabile che hai deciso di attivare.

Come creare una variabile personalizzata

Se, invece, vuoi creare una variabile personalizzata segui questa procedura:

  • Dalla home page di Google Tag Manager clicca su “Variabili” ;
  • Sotto la voce “Variabili definite dall’ utente” clicca su “Nuovo”;
  • Dai un nome alla variabile;
  • Clicca su “Configurazione variabile”;
  • Scegli la tipologia di variabile da configurare;
  • Configura la variabile e ricordati di salvarla!

Ora potrai usare sia le variabili integrate che quelle personalizzate.

Perché usare le cartelle?

Ho pensato di parlarti delle cartelle perché, soprattutto se gestirai diversi tag, è importante che mantenga una certa organizzazione per evitare confusione.

In Google Tag Manager, infatti, mediante l’uso delle cartelle, è possibile organizzare tag, attivatori e variabili a seconda del progetto, del tool scelto etc. Ti faccio un esempio concreto: potresti raggruppare in un’ unica cartella tag, attivatori e variabili relativi al Pixel di Facebook. Tutto ciò che dovrai fare per creare una cartella sarà:

  • Andare in “Cartelle” e cliccare su “Nuova Cartella”;
  • Dare un nome alla cartella e salvarla;
  • Andare in “Elementi non archiviati” e selezionare: tag, attivatori e variabili da inserire nella cartella;
  • Fare clic su “Sposta” e, subito dopo, sulla cartella in cui copiare gli elementi selezionati.

Quando avrai necessità di modificare gli elementi legati ad un progetto o ad un tool specifico, li troverai tutti nella cartella e risparmierai tempo sulla ricerca. Inoltre, ogni cartella potrà essere rinominata, modificata o eliminata, così come il suo contenuto, in ogni momento.

Cos’è il Data Layer?

Affinché tu possa sfruttare al massimo le potenzialità di Google Tag Manager, occorre menzionare anche l’importanza del Data Layer.

Il Data Layer è un oggetto Javascript (meglio noto come Array Javascript) messo a disposizione da Google Tag Manager per aiutarti nella gestione delle informazioni dei tag inseriti nel tuo sito.

Grazie al Data Layer i dati passano velocemente dal tuo sito a Google Tag Manager e viceversa. All’ interno del data layer sono contenute quindi tutte quelle informazioni da inviare al tag contenitore che a sua volta le inoltrerà ai tool di terze parti come Google Analytics, il Pixel di Facebook etc.

L’ utilizzo del Data Layer è consigliato da Google per la compilazione di attivatori e variabili e, se non possiedi competenze Javascript, ti consiglio di farlo impostare dal tuo programmatore.

Esempi di codice

Perché utilizzare Google Tag Manager

Arrivato a questo punto della guida, spero che tu abbia compreso l’ importanza di uno strumento come Google Tag Manager e il perché sia fondamentale usarlo. Ho deciso di riassumerti i motivi principali:

  • Per modificare, aggiungere o eliminare i tag presenti nel tuo sito o nella tua app non sarà necessario mettere mano al codice. Ciò ti consentirà maggior controllo e autonomia.
  • Potrai monitorare, anche se non possiedi competenze specifiche, oltre al tuo sito (o a quello che gestisci), il comportamento degli utenti e potrai intraprendere, in base alle informazioni ottenute, azioni di remarketing e retargeting.
  • Diminuiranno le possibilità di commettere errori, eventualità abbastanza frequente quando, invece, viene modificato manualmente il codice.
  • Testerai in modo rapido i tag.

Quindi, avrai capito che i vantaggi di Google Tag Manager sono davvero molteplici, soprattutto per il  risparmio significativo di risorse. Se sei alle prime armi e ti spaventa l’implementazione dei codici, non preoccuparti, una volta inseriti almeno quelli per la configurazione del contenitore, potrai comunque utilizzare Google Tag Manager per funzioni e monitoraggi di base. Ad ogni modo, ti consiglio di cogliere questa occasione e di lasciarmi un commento con i tuoi dubbi e le tue considerazioni, sarò felice di risponderti e di darti altri suggerimenti!

L'articolo Google Tag Manager: cos’è e perché è importante proviene da AffiliatePRO®.

]]>
https://www.affiliatepro.it/google-tag-manager-cose-e-perche-e-importante/2893/feed 0
Native advertising: cos’è e come sfruttarlo al massimo! https://www.affiliatepro.it/native-advertising-cose-e-come-sfruttarlo-al-massimo/2831 https://www.affiliatepro.it/native-advertising-cose-e-come-sfruttarlo-al-massimo/2831#respond Mon, 20 Apr 2020 09:35:04 +0000 https://www.affiliatepro.it/?p=2831 Il Native Advertising è una forma di pubblicità che, per suscitare interesse da parte degli utenti,  si plasma e si adatta ai contenuti del sito che la ospita, uniformandosi alla pagina. Questo tipo di pubblicità, oggi diventata consuetudine anche presso

L'articolo Native advertising: cos’è e come sfruttarlo al massimo! proviene da AffiliatePRO®.

]]>
Il Native Advertising è una forma di pubblicità che, per suscitare interesse da parte degli utenti,  si plasma e si adatta ai contenuti del sito che la ospita, uniformandosi alla pagina. Questo tipo di pubblicità, oggi diventata consuetudine anche presso siti web e portali autorevoli, ha un enorme vantaggio: si mimetizza con i contenuti presenti sul sito web che la accoglie, non venendo quindi percepita dall’ utente come un’interruzione o comunque come qualcosa di fastidioso.

Diversamente dalla pubblicità tradizionale che viene immediatamente notata dall’ utente e può indurlo a chiudere o a cambiare il sito che sta visitando, il Native Advertising  mescolandosi con gli altri contenuti, non viene avvertito come qualcosa di “estraneo”. Ciò garantisce maggior engagement sulle Adv: l’utente è più propenso a interagire e a compiere un’azione verso qualcosa che percepisce come contenuto e non come pubblicità.

Esistono delle metriche di riferimento grazie alle quali valutare campagne e annunci Native Advertising, tra cui CTR (Conversion Throught Rate) e CR (Conversion Rate ). Il CTR misura la capacità attrattiva dell’annuncio nei confronti dell’utente, mostrata nel rapporto tra numero di click su un annuncio pubblicitario rispetto al numero di volte in cui l’annuncio è stato visualizzato. Il CR, invece, è il rapporto in percentuale tra il numero di visite o visitatori e il numero di azioni desiderate da questi ultimi.

Già da queste prime righe intuirai quanto il Native Advertising sia importante, soprattutto per chi lavora con le affiliazioni, dato che le campagne visualizzate hanno un tasso di conversione (CR – Conversion rate) niente male. Mentre, per quanto riguarda il CTR, le stime si aggirano intorno ad un CTR dello 0,1% – 0,5%.

Nella guida che ho preparato oggi ti spiegherò non solo cos’è il Native Advertising, ma anche come funziona, quali formati esistono e come sfruttarne tutti i vantaggi. Mettiti comodo, iniziamo!

Native Advertising: come funziona?

Il Native Advertising nasce con uno scopo preciso: far crollare o quanto meno mitigare il più possibile l’effetto banner blindess  , cioè quell’ atteggiamento di difesa che ogni utente adotta quando riconosce di trovarsi davanti ad una pubblicità.

Ecco quindi che il Native Advertising, adattando i suoi codici e fondendosi insieme al sito che lo ospita, non viene percepito come qualcosa di invasivo che sta ostacolando e ritardando in qualche modo la fruizione dei contenuti, ma passa quasi inosservato. Tu stesso, se utilizzi Facebook, Instagram e Twitter , avrai notato quanto sia facile che un contenuto sponsorizzato assuma le forme dei post che stai già visualizzando. Mentre scorri il feed di Instagram o la bacheca di Facebook, se non vedessi la dicitura “sponsorizzato” in cima al post, saresti in grado di dire, immediatamente, se si tratta di una pubblicità? Riflettici.

Altri esempi di Native Advertising a cui siamo ormai abituati, oltre a Facebook Ads e Instagram Ads, sono:

  • Twitter Ads;
  • True View di Youtube;
  • Google Ads, soprattutto le funzionalità Google Search e Google Display;
  • Gli annunci su portali  che trattano varie tematiche, come quelli dedicati all’ informazione;

Chiarita l’importanza del Native Advertising, sicuramente ti stai chiedendo come utilizzare questo strumento per raggiungere i tuoi obiettivi di business: non ti resta che continuare a leggere e applicare questi 3 consigli!

Native Advertising l'immagine mostra un telefono con le icone dei social media

Come fare Native Advertising: 3 consigli

Affinché il Native Advertising possa realmente diventare  un mezzo per aiutarti a migliorare le performance della tua attività, è necessario seguire degli accorgimenti per strutturare annunci realmente capaci di fondersi con i contenuti del sito. In un momento storico come questo, in cui è molto frequente essere bombardati da pubblicità di ogni genere, pensare di riuscire a ottenere risultati soddisfacenti tramite banner e adv invadenti o aggressivi è una vera utopia.

Ecco 3 consigli + 1 che puoi applicare subito:

  • Scegli il formato giusto: dovrai adattare il tuo annuncio a seconda del target a cui hai deciso di rivolgerti e alla piattaforma che preferisci utilizzare, in linea con gli obiettivi prefissati. Ti indicherò nel dettaglio i formati di Native Advertising esistenti cosicché tu possa fare la scelta migliore per la tua strategia.
  • Coerenza prima di tutto: se vuoi che il tuo annuncio si confonda tra i vari contenuti e non infastidisca il lettore, allora devi fare in modo di omologarlo il più possibile con il sito o il canale social che lo ospiterà. Dallo stile, al tono di voce, fino alle tematiche trattate, l’intero insieme deve essere perfettamente in armonia per garantire continuità all’ esperienza di fruizione.
  • Misura e ottimizza: come ti ho già anticipato, esistono vari formati di Native Advertising, quindi, per capire davvero ciò che può portarti risultati migliori sarà necessario effettuare dei test combinando diversi formati e piattaforme, monitorando i dati, eliminando senza indugi le opzioni che si sono rivelate deludenti, per concentrarti, invece, sulle campagne che hanno funzionato o che iniziano ad avvicinarsi agli obiettivi che ti sei prefissato.
  • Consiglio extra: soprattutto se sei agli inizi, concediti del tempo e fissa obiettivi realistici. Osserva con occhi attenti gli annunci dei tuoi competitor, studia come mimetizzare la pubblicità in modo che sia interessante, ma allo stesso tempo, meno invasiva possibile. Ti servirà del tempo per capire come funziona veramente il Native Advertising, quindi non aspettarti subito un ROI (ritorno sull’ investimento) sbalorditivo, ma focalizzati su ciò che ha funzionato per potenziarlo.

Native Advertising: Quali formati esistono?

Come già sottolineato, il formato di Native Advertising scelto giocherà un ruolo fondamentale nel delineare o meno il successo della tua campagna, per questo è importante valutare attentamente le opzioni a disposizione in relazione anche alla piattaforma che le ospiterà. Si possono distinguere secondo IAB (Interactive Advertising Bureau) sei formati differenti di Native Advertising:

  • In-feed units: si tratta del formato collocato all’ interno del contenuto editoriale di cui riprende forma e stile. Potrebbe essere un annuncio dentro l’articolo di un blog o di una testata, inserito tra un paragrafo e l’altro.
  • Paid search units: annuncio in search a pagamento, è il formato che appare in cima ai risultati di ricerca organici e ha le medesime caratteristiche grafiche. Hai presente gli annunci a pagamento creati mediante Google Ads e, nello specifico, la funzionalità Google Search? Sono proprio quelli.
  • Recommendation widgets: è un formato popolare tra le testate giornalistiche, ovvero sono gli annunci native integrati a fine articolo con la dicitura “contenuti raccomandati”, “scelti per te”, “contenuti correlati” etc.
  • Promoted listings: sono quei post presenti sui siti di annunci che combaciano perfettamente con l’esperienza di navigazione dell’utente perché mostrano prodotti e servizi simili, o strettamente correlati, a quelli che già sta cercando, ma si tratta appunto di sponsorizzazioni. Ora è molto frequente vedere questo fenomeno anche su siti come Amazon in cui, in correlazione alla ricerca dell’utente, vengono mostrati oggetti analoghi tra cui gli annunci sponsorizzati.
  • In-ad units: sono annunci simili ai formati tradizionali IAB standard, ma si differenziano perché presentano un contenuto contestualizzato all’ interno di un annuncio. Rientrano in questo formato le pubblicità display come i banner.
  • Custom/can’t be contained: con questo termine si indicano tutti quei formati che non rientrano nei precedenti cinque di cui ti ho appena parlato. Infatti, ogni giorno, le esigenze legate all’ ubicazione degli spazi pubblicitari e alle performance da raggiungere, favoriscono la nascita di nuovi formati.
Native Advertising La foto mostra degli strumenti utili per organizzare il lavoro

Quale piattaforma scegliere?  

In Italia, le piattaforme maggiormente utilizzate per fare Native Advertising sono:

  • Outbrain;
  • Ligatus;
  • Taboola;

Ognuna di queste piattaforme si distingue per caratteristiche e aspetti differenti, ma prima di addentrarti e sperimentarle, tieni a mente che, per quanto riguarda gli advertiser, ogni piattaforma ha le sue policy legate a deposito minimo, piattaforma self-service e link da promuovere.

Per gli affiliati, invece, le piattaforme hanno regole relative  alla tipologia di sito web e alle visite uniche giornaliere per aderire al programma. Potrebbe capitare che un affiliato diventi un advertiser in grado di guadagnare con le piattaforme Native Advertising veicolando traffico verso delle campagne promozionali, verso un publiredazionale oppure ancora monetizzando delle inventory su siti web che hanno molte visite al giorno.

Native Advertising: previsioni per il futuro

Con questa guida spero di averti fatto capire l’importanza del Native Advertising e perché, soprattutto se lavori con le affiliazioni, sia uno strumento molto potente da utilizzare per incrementare le performance dei tuoi annunci.

Se non ti ho convinto, sappi che Yahoo e Enders Analysis hanno condiviso uno studio denominato “Native Advertising in Europe 2020”  che riporta le stime di crescita del Native Advertising nel 2020: addirittura l’aspettativa di crescita è del 156% nei prossimi 5 anni! Non sprecare un’ opportunità simile, datti da fare per sfruttare questo strumento e  le sue potenzialità.

Quali sono le tue esperienze o i tuoi dubbi riguardo il Native Advertising? Scrivimeli qui sotto nei commenti e, a proposito di opportunità, non perdere la possibilità di ricevere una mia dritta per migliorare la tua strategia!

L'articolo Native advertising: cos’è e come sfruttarlo al massimo! proviene da AffiliatePRO®.

]]>
https://www.affiliatepro.it/native-advertising-cose-e-come-sfruttarlo-al-massimo/2831/feed 0